Le accise e l’iva da sole coprono il 63 e il 60 % medio dei prodotti petroliferi

“Da una indagine svolta dalla Faib Confesercenti, prendendo a riferimento i prezzi e le quotazioni degli ultimi tre mesi dei carburanti, Giugno/Agosto, emerge una verità sulle dinamiche della composizione del prezzo finale che gli automobilisti devono pagare alla pompa che da noi, terra di estrazione di greggio, è ancor più imbarazzante. Per assurdo, come viene dimostrato dalle nostre elaborazioni, qualora i Paesi produttori di greggio ci dovessero regalare la materia prima e quindi il barile a quotazione € 0,00, saremmo condannati a pagare – a costi di produzione/lavoro costanti e senza ulteriori aggravi- per ricoprire i costi della raffinazione, quelli dello stoccaggio e quelli della distribuzione primaria e secondaria, le accise e l’iva, la benzina a € 1,200 al litro e il gasolio a € 1,050”.

E’ quanto evidenzia una nota della Confesercenti, a firma del presidente di Potenza Prospero Cassino.

“Un’ipotesi – aggiunge la nota – puramente accademica, che serve per far comprendere come dalla riduzione del costo del greggio nessuno si può attendere una riduzione percentuale di pari importo a quella registrata per la cessione del greggio, perché non si considera il dato dell’incomprimibilità di alcune voci della componente dei costi della benzina e del gasolio. Innanzitutto le accise e l’iva che da sole coprono il 63 e il 60 % medio dei prodotti petroliferi e sono sostanzialmente fissi, insensibili alle variazioni del prezzo del barile e del cambio euro/dollaro; stesso discorso per il costo industriale, per il quale alcune componenti sono fisse e concernono i costi della logistica e del funzionamento e il costo del lavoro e degli occupati nella filiera petrolifera. Anche questi sono costi insensibili alle variazioni dell’andamento del greggio. La parte variabile è esclusivamente quella legata al prezzo d’acquisto della materia prima che copre appena il 21% della benzina e il 25% del gasolio e in quota parte al margine lordo che in ogni caso non supera ad oggi il 13% medio.

L’altra faccia della medaglia da noi – afferma Cassino – è la riduzione dell’ammontare delle royalties maturate sinora derivante dal calo della quotazione del greggio che, giustamente, ha costretto il Presidente Pittella a richiedere agli Uffici Dipartimentali di rifare i conti e di correre ai ripari. Una circostanza che ci deve vedere tutti insieme – Regione e parti sociali – riprendere la fase di concertazione sulla base del “manifesto programmatico” che ieri il Governatore ha presentato per rilanciare l’impegno a spendere bene (e meglio) le royalties.

Per tornare all’indagine Faib Confesercenti, considerando che la quotazione della materia prima è passata da € 0,344 di giugno a circa € 0,280 di agosto, registrando una diminuzione del 20% nei tre mesi, mentre il prezzo medio alla pompa è passato da € 1,623 /lt a 1,568 /lt per la benzina con una diminuzione solo del 4 % , mentre per il gasolio siamo passati da 1.504 lt a 1,399 lt con una diminuzione del 7 %: gli italiani hanno si ragione quando sostengono che a variazioni in diminuzione del greggio non corrisponde la stessa percentuale in diminuzione alla pompa, ma va considerato che la riduzione è stata comunque registrata sulla parte mobile del costo!

Gli italiani hanno ragione ma sino a quando lo stato non interviene sulle accise rendendole flessibili come le quotazioni della materia prima , questo non potrà mai accadere, e i consumatori italiani se ne dovranno fare una ragione”.

9 su 10 da parte di 34 recensori Le accise e l’iva da sole coprono il 63 e il 60 % medio dei prodotti petroliferi Le accise e l’iva da sole coprono il 63 e il 60 % medio dei prodotti petroliferi ultima modifica: 2015-09-02T01:53:24+00:00 da Redazione
Condividi su...
Share on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0

Lascia un commento