Entrambi lavoravano per la stessa società anche se da circa un anno la vittima non era in servizio. In base alla ricostruzione fatta dai Carabinieri, il rapinatore ha puntato la pistola contro il vigilante, che era in auto, poi gli si è avvicinato. A quel punto, da dentro l’abitacolo, il vigilante ha sparato due colpi, ferendolo.
La guardia giurata aggredita avrebbe poi riconosciuto il collega, che gli avrebbe rivelato che lo stava facendo per problemi economici. Il rapinatore è poi fuggito su un’auto ma è stato trovato morto a poca distanza. Sul sedile aveva la pistola con il colpo in canna. L’incasso del bingo, appena ritirato dal vigilante, era di circa 6 mila euro.
Sono in corso accertamenti sulla posizione giuridica sia dell’indagato, Paolini, sia del rapinatore ucciso, Giuliani, in particolare in relazione alla validità del loro porto d’armi. Al vaglio degli inquirenti ci sarebbe anche la regolarità delle autorizzazioni necessarie per l’esercizio delle funzioni di Paolini.
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