In Italia l’8,2% delle imprese ha un titolare straniero. A Roma la percentuale sale all’11 (dati Infocamere 2014). Per favorire questo settore imprenditoriale, rendendo accessibili tutte le informazioni utili – orari e servizi bancari, mediazione linguistica, microcredito, iter e documenti per accedere a un prestito, a un mutuo – l’assessorato Roma Produttiva in collaborazione con l’Osservatorio Nazionale sull’Inclusione Finanziaria dei Migranti del CeSPI (Centro Studi di Politica Internazionale) ha realizzato un vademecum multilingue (italiano, spagnolo, cinese e bengalese) dedicato agli immigrati che vogliono aprire un’attività.
“Si tratta di un’iniziativa che parla direttamente agli imprenditori stranieri e lo fa nella loro lingua – sottolinea l’assessore a Roma Produttiva, Marta Leonori -. Molti di questi imprenditori chiedono più strumenti per lavorare, ma non sempre hanno accesso alle informazioni e spesso sono diffidenti non ricevendole nella loro lingua. Dobbiamo creare le condizioni per rafforzare i legami con il territorio, per dar vita ad una nuova stagione di sviluppo in cui italiani e stranieri possono contribuire insieme alla crescita della città e della sua economia”.
L’iniziativa nasce nell’ambito di un progetto cofinanziato dal Ministero degli Interni e dall’Unione Europea attraverso il Fondo FEI, con la partecipazione dell’ABI (Associazione Bancaria Italiana) e di Poste Italiane.
Le guide saranno in distribuzione in alcuni Municipi, agli Sportelli per le attività produttive e anagrafici, che sono i punti di contatto a cui l’utenza degli imprenditori stranieri si rivolge con frequenza per ottenere certificati e per avviare un’attività commerciale. Inoltre sono online sul sito del Dipartimento Sviluppo Economico e Attività Produttive – Formazione Lavoro.
Sempre dall’indagine Cespi emerge che nel nostro Paese il 44% degli stranieri dichiara l’intenzione di aprire un conto corrente nei prossimi 2 anni, il 75% della famiglie ha già un conto e nel 17,2% dei casi anche più di uno. A Roma ha aperto un conto corrente presso una banca da più di 5 anni il 31% del campione.
“C’è una forte correlazione fra l’ambito territoriale e il profilo finanziario del migrante – spiega il direttore del CeSPI, Daniele Frigeri -. Una politica di inclusione economica e sociale deve anche individuare strumenti che superino le barriere e informare sulle opportunità di accesso a servizi”.
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