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Roma, Invito alla danza XXV edizione nel segno della versatilità

Ha esordito con El ultimo Tango, serata di tango argentino in omaggio a Astor Piazzolla, la XXV edizione diInvito alla Danza, storica manifestazione dell’Estate Romana. Il festival in programma fino al 3 agosto al Teatro Villa Pamphilj, sotto la direzione artistica di Marina Michetti, promuove un cartellone di sei spettacoli che spaziano dall’innovazione culturale alla grande danza, fino alle proposte multidisciplinari.

Il secondo spettacolo, in prima assoluta, è L’ultimo rifugio, spettacolo interdisciplinare con musica dal vivo, testo recitato e video multimediale con la compagnia Egri Bianco Danza (martedì 23 luglio). Il coreografo Raphael Bianco si ispira al Tunnel del Soratte, rifugio dell’Alto Comando Tedesco nel 1943 e successivamente bunker antiatomico negli anni 70’, per parlare di ansia, attesa, fuga, scampo: tutte sensazioni dei nostri giorni.

Giovedì 23 la compagnia Ater Balletto porta in scena Certe notti, una coreografia di Mauro Bigonzetti su note e parole del rocker italiano Luciano Ligabue. Danza, musica, poesia e proiezioni video raccontano di una notte che è sospensione e attesa rigeneratrice.

Due le repliche (il 28 e 29) per Scotch im-ballati vivi, happening comico surreale di Marina Michetti, proposto in prima assoluta. Proiezioni video, animazione, mimo e danza con i mimi Enzo Polidoro, Andrea Viganò e Didi Mazzilli accompagnati dalla crew di breakdance Bandits.

E’ dedicata alla danza classica la serata di venerdì 31 luglio, con il Gala Giuseppe Picone e i grandi della danza. Le più importanti coreografie del repertorio classico si alternano a produzioni contemporanee, interpretate dai migliori danzatori dello scenario internazionale con cui Picone si è confrontato: da Liudmilla Konovalova (Opera di Vienna) e Nicolai Gorodiskii (Teatro Colon di Buenos Aires) a Ana Sophia Scheller (New York City Ballet), Sara Renda (Balletto di Bordeaux), Kateryna Kukhar e Alexander Stoyanov (Teatro dell’Opera di Kiev), fino a Avetik Karapetyan (Balletto di Toulouse).

Chiude la rassegna l’ensemble del coreografo romano Mauro Astolfi con tre brani: Small Crime, un duetto sulla conflittualità della coppia, She is on the ground, performance ironica sul gran lavoro degli uomini per conquistare le donne e Dare, nuova creazione del 2015, che è un ringraziamento alla vita, al pubblico e ai danzatori che hanno permesso la crescita della Compagnia.

Redazione

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