L’attivista di 23 anni era stato fermato alcuni giorni fa nel Kurdistan iracheno senza documenti e con una ferita alla spalla dopo aver passato il confine tra Siria e Iraq.
Il ventenne è giunto a Milano Malpensa con un volo di linea, per poi dirigersi a Treviglio, in provincia di Bergamo, dove abita con la sua famiglia.
Dal 4 luglio il giovane era in stato di fermo in attesa che le autorità curde completassero gli accertamenti. La situazione di De Ponti è stata monitorata fin dal primo momento dal console italiano a Erbil e dall’ambasciata d’Italia a Baghdad, anche se non ci sono mai stati allarmi particolari per la sua incolumità, come ha detto nei giorni scorsi il capo dell’Unità di crisi della Farnesina Claudio Taruffi. A Erbil è stato anche visitato da un medico.Il ragazzo, da sempre simpatizzante della causa curda, era partito da Treviglio a fine aprile, e fino al momento del fermo non aveva più dato notizie alla famiglia.
La Procura di Roma ha aperto un fascicolo senza ipotesi di reato e senza indagati sul suo ferimento e ora sarà sentito sulle circostanze di questo ferimento e sui motivi del viaggio. Secondo alcuni voleva unirsi all’esercito curdo nella lotta contro l’Isis. Secondo altri il suo obiettivo era quello di lavorare con organizzazioni umanitarie attive nell’area.
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