Milano, al Castello Sforzesco Il mito del paese di Cuccagna

Dal 9 luglio all’11 ottobre 2015 apre al pubblico, nella Sala Viscontea del Castello Sforzesco, la mostra “Il mito del paese di Cuccagna”. Immagini a stampa dalla Raccolta Bertarelli”. Inserita nel programma ExpoinCittà, la rassegna è organizzata dal Comune di Milano (Direzione Cultura – Soprintendenza Castello, Musei Archeologici e Musei Storici), Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli” in collaborazione con l’Associazione Amici della Raccolta delle Stampe A. Bertarelli.

“Una mostra suggestiva e accattivante che, attraverso una ricca rassegna di immagini a stampa, permette di scoprire il mito del Paese di Cuccagna, un mondo immaginario in cui tutti i desideri sono realizzati – dichiara l’assessore alla Cultura Filippo Del Corno. Ancora una volta la Raccolta delle Stampe “A. Bertarelli” offre un’occasione di conoscenza e valorizzazione del suo prezioso patrimonio”.

La mostra curata da Giovanna Mori e Andrea Perin, in collaborazione con Alberto Milanoe Claudio Salsi, racconta, attraverso oltre 150 opere databili dal XVI al XX secolo, il mito del Paese di Cuccagna, un luogo immaginario in cui la vita scorre senza doveri e preoccupazioni, fra tavole imbandite e abbondanza di cibi prelibati, in un mondo alla rovescia dove i vizi diventano virtù. L’esposizione si fonda su un nucleo espositivo costituito da stampe che testimoniano la fortuna di questo mito da cui si sviluppa un racconto attraverso immagini a larga diffusione, accompagnate da preziose e rare grafiche d’arte di autori quali Dürer, Aldegrever, Solis.

Il percorso della mostra si snoda in nove sezioni e ha lo scopo di analizzare le origini, i nuclei tematici e le evoluzioni del Paese di Cuccagna in un racconto che, seguendo la traccia della tradizione letteraria, viene narrato attraverso modelli iconografici, spesso autonomi rispetto ai testi. Il perdurare nei secoli del soggetto conferma il suo successo nell’immaginario collettivo.

Il Paese di Cuccagna nasce come risposta sociale alle condizioni precarie delle classi più disagiate. Esso narra di un paese in cui tutti godono e hanno a propria disposizione qualsiasi cosa desiderino: abiti, cibo, bellezza, giovinezza. Lavoro, fatica e gerarchia sono aboliti. L’aspetto più duraturo di tale tradizione è quello legato all’immaginario culinario: cibi e bevande costituiscono la stessa natura del paesaggio, caratterizzato da fiumi di vino, monti di ricotta, pioggia di capponi arrosto e architetture commestibili di lasagne, formaggi e prosciutti. Nel corso dei secoli gli altri temi vengono meno e rimane l’idea di una sovrabbondanza culinaria e di un luogo di piaceri e delizie ormai privo di ogni connotazione di critica sociale.

Alle opere appartenenti alla Raccolta Bertarelli, si affiancano incisioni provenienti dalla collezione privata di Alberto Milano, storico consulente dell’Istituto e profondo conoscitore della stampa a larga diffusione. A queste stampe si aggiungono volumi con testi letterari originali, conservati in importanti Istituti milanesi, quali l’Archivio Storico Civico e Biblioteca Trivulziana, la Biblioteca Nazionale Braidense, la Biblioteca Comunale Centrale Palazzo Sormani e APICE (Archivi della Parola, dell’Immagine e della Comunicazione Editoriale dell’Università degli Studi di Milano).

La Raccolta delle Stampe “A. Bertarelli” fu aperta al pubblico nel 1927 per valorizzare l’eccezionale raccolta di 300.000 stampe che il collezionista Achille Bertarelli (1863-1938) aveva donato al Comune di Milano alcuni anni prima. Achille Bertarelli, soprattutto attraverso l’innovativo criterio collezionistico, fu l’iniziatore delle indagini italiane riguardo l’iconografia popolare e la stampa documentaria quale formidabile strumento di conoscenza. Oggi la Raccolta delle Stampe “Achille Bertarelli”, grazie a numerose donazioni ed acquisti, conta circa un milione di esemplari grafici e rappresenta un’istituzione unica al mondo per la varietà degli esemplari che coprono tutti gli aspetti della storia dell’incisione.

La pubblicazione che accompagna la mostra, per le Edizioni ETS, contiene saggi di Giovanna Mori, Andrea Perin, Alberto Milano e un particolare contributo di Claudio Salsi che presenta un’inedita geografia delle Cascine milanesi dai nomi bizzarri, evocanti sia l’abbondanza sia la miseria (da”Cuccagna” a “Mancatutto”).

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