Per il difensore di Raoul Bova “sono state disattese le affermazioni del tribunale del Riesame e della Cassazione. Il collegio dei giudici della libertà ha scritto che manca il fumus e non c’è alcun reato. Adesso faremo il processo e lo dimostreremo in aula”.
La Procura di Roma contesta ai tre il reato di dichiarazione fraudolenta mediante artifici. Secondo l’accusa avrebbero procurato tra il 2006 e il 2010 sgravi fiscali trasferendo alcuni costi alla società che gestisce l’immagine di Bova, la Sammarco, sfruttando così un sistema che avrebbe permesso di pagare un’aliquota Iva più bassa del dovuto.
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