Partono i patti di riscatto sociale. Ne beneficeranno 2041 persone residenti a Milano

Si parte con i patti di riscatto sociale. Sul sito del Comune di Milano è pubblica la graduatoria dei destinatari del bando di sostegno al reddito, il provvedimento dell’Amministrazione che assegna un contributo economico a condizione che venga svolto un percorso di reinserimento sociale e lavorativo, con attività anche di volontariato. Beneficiari dei patti sono complessivamente 2.041 persone residenti a Milano, disoccupate e in condizioni di provata indigenza: il 53% sono donne, l’età media è di 47 anni, l’82% ha famiglia, mentre il 18% è single. Il 44%, quasi uno su due, è italiano. Per i beneficiari di origine straniera, lo 0,8% è residente da un solo anno (9 persone), il 73% da più di cinque anni.

Lo stato di bisogno delle famiglie italiane è poi evidenziato dal fatto che all’atto della presentazione delle domande gli italiani erano il 36%: l’esito del 44% di italiani beneficiari dimostra come il loro stato di bisogno fosse particolarmente significativo.
Delle 7.916 domande presentate ali uffici territoriali dell’assessorato alle Politiche sociali, ne sono risultate idonee e inserite in graduatoria 3.747. I nominativi delle persone che non sottoscriveranno il patto in questa prima fase del provvedimento rimarranno comunque in lista per eventuali iniziative del Comune. L’intenzione dell’Amministrazione infatti è di dare nel tempo una mano anche ai 1.706 che risultano ‘indietro’ nella graduatoria.

“Mentre molti discutono astrattamente di lotta alla povertà – spiega l’assessore alle Politiche socialiPierfrancesco Majorino –  il Comune continua a fare la sua parte. E lo fa introducendo uno strumento assolutamente innovativo, che si colloca nell’ambito delle azioni di sostegno al reddito che questa Amministrazione ha sostenuto con grande decisione in questi ultimi anni. Milano ha infatti investito 127 milioni di euro in azioni contro le povertà, diventando il Comune italiano più direttamente impegnato su questo terreno”.

“Il ‘patto per il riscatto sociale’ – prosegue Majorino – è  un modello di intervento che chiediamo al Governo di istituzionalizzare e di introdurre con finanziamenti statali ovunque: si dà una mano a chi è in difficoltà costruendo con la persona un progetto di riscatto. Siamo pronti a incontrare il presidente della Regione Lombardia, Maroni, per proporgli questa nuova filosofia di aiuto e di reinserimento sociale da cui partire anche a livello regionale”.

“Rispetto ad altre forme di aiuto economico tradizionalmente erogate alle famiglie milanesi – spiega l’assessore entrando nel dettaglio dei dati del bando – si osserva in questo caso un forte incremento di italiani. Se infatti la percentuale di italiani è sempre stata altissima, circa il 90 per cento del totale, nell’ambito dei cittadini anziani poveri che usufruiscono da anni del ‘sussidio al minimo vitale’, questo ultimo bando evidenzia che l’aiuto economico per le famiglie richiesto abitualmente, anche se attraverso strumenti diversi, soprattutto dalle famiglie residenti di origine straniera, oggi riguarda moltissimi cittadini italiani: quasi uno su due percepirà il contributo e sottoscriverà il patto. Un fatto nuovo che, da una parte, conferma quanto già sappiamo riguardo alla crisi e ai suoi effetti materiali, dall’altra dimostra che i cittadini italiani e milanesi trovano nei Servizi sociali uno strumento di aiuto da cui ripartire. L’impegno dell’Amministrazione nel sostegno alle famiglie proseguirà quest’anno con i buoni spesa e i contributi alle giovani coppie, per cui abbiamo stanziato due milioni di euro. Altri fondi arriveranno grazie all’eredità dell’avvocato milanese che ha lasciato al Comune 5,6 milioni di per aiutare i poveri”.

L’Amministrazione comunale ha investito nei patti di riscatto sociale 2,4 milioni di euro. A ciascun beneficiario andranno 1.200 euro, una tantum e in due tranche: la prima di 400 euro con la sottoscrizione del patto con il Comune, la seconda di 800 euro dopo sei mesi e dopo la verifica del percorso fino ad allora effettuato.

Il ‘patto di riscatto sociale’ si concretizza nella partecipazione obbligatoria del beneficiario a un programma di reinserimento lavorativo e sociale proposto e seguito dai Servizi sociali, attraverso borse lavoro, corsi di formazione e riqualificazione professionale, creazione e aggiornamento del proprio curriculum vitae e invio a enti, uffici, agenzie per il lavoro e centri per l’impiego, il piano di rientro per il pagamento del canone di locazione, delle bollette di luce, gas e telefono e, nel caso di figli minori, il loro coinvolgimento in attività per contrastare l’abbandono scolastico. Il beneficiario sarà inoltre invitato a svolgere attività utili per la comunità, promuovendo così in prima persona il proprio reinserimento sociale, con la partecipazione ad attività di volontariato di quartiere o iscrivendosi alle varie iniziative dai centri di aggregazione e alle biblioteche di Zona.

Per accedere ai contributi e sottoscrivere il patto i richiedenti, di età compresa tra i 18 e i 65 anni e residenti a Milano, hanno dovuto presentare l’Isee (Indicatore della Situazione Economica Equivalente) attestante un valore inferiore ai 6.000 euro. Per essere ammessi al bando è stato necessario dimostrare di non aver già ricevuto di recente altri contributi da parte di Inps e Comune (Fondo Anticrisi 2012) e di non avere reiterate inadempienze economiche verso il Comune superiori a 5.000 euro o di essere occupanti abusivi di alloggi popolari.
Nella composizione della graduatoria è stata data priorità alle famiglie con più figli minori, a patto che li mandino a scuola (pena l’esclusione) e a singoli in stato di grave difficoltà.

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