Il turismo della natura regge meglio la crisi

In sintonia con i risultati del Forum sul tema “Cets e trasferimento di buone prassi per un turismo di ritorno sostenibile”, organizzato dall’Ente Parco Appennino Lucano nell’ambito delle azioni inerenti la Carta Europea del Turismo Sostenibile, ci sono le indicazioni della XXV edizione di Ecotur Nature Tourist Workshop a Lanciano, la borsa internazionale del turismo natura che Confesercenti dedica all’incrocio fra domanda e offerta nel campo del turismo natura.

Lo sottolinea Prospero Cassino, presidente Confesercenti Potenza che aggiunge: noi puntiamo molto su tre fattori che sono di grande appeal per la Basilicata per entrare nei circuiti nazionali ed esteri, vale a dire cultura, ambiente e buona cucina. Nell’anno di Expo 2015 la nostra borsa è il primo vero banco di prova per il turismo perché l’agroalimentare, storico alleato del turismo natura, sarà il motore dell’Esposizione universale, ed alla sua conclusione inizierà l’Anno santo promosso da papa Francesco, dando smalto a quel turismo culturale e religioso che sta crescendo in termini considerevoli proprio in quell’Italia minore e nascosta, come testimoniano i fedeli ai nostri santuari, che è la spina dorsale del nostro turismo verdeblu. E se dunque il turismo tradizionale soffre la crisi, il turismo natura reagisce meglio e le prospettive sono nuovamente col segno positivo. Le presenze generate dal turismo natura in Italia hanno infatti sfondato quota 101 milioni, producendo un fatturato di 11,378 miliardi di euro. A migliorare la performance economica del settore – continua Cassino – è stato l’incremento dell’internazionalizzazione di questo segmento di mercato. Per la prima volta l’incidenza di turisti stranieri ha raggiunto il 40,2% del totale nel turismo natura (era il 38% l’anno precedente), e questo genera un incremento del giro d’affari, in quanto un turista straniero spende mediamente 100 euro al giorno a fronte dei 65 di un turista italiano.

Condividi su...
Share on Facebook0Share on Google+0Tweet about this on TwitterShare on LinkedIn0

Lascia un commento