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Firenze, dal nido alla scuola superiore 35.5 milioni per i progetti educativi

In Valdera “nidi” che dialogano con l’arte (attraverso laboratori di pittura, musica, poesia, disegno); a Pistoia (“Insieme si può”) robot fatti con i mattoncini di Lego per aiutare gli studenti, anche quelli con forme di disabilità, a credere meglio in se stessi; nel senese (con “tweetteratura”) social media usati come nuovo metodo per appassionare gli studenti alle fatiche, ma anche alle gioie, dei libri; nelle scuole del Casentino (con “CameraBlu”) fiabe tradizionali di nazioni diverse per aiutare i più giovani, ma anche i loro genitori, nell’arte di star bene insieme senza paura per le differenze.

Sono quattro dei diciotto “assaggi” presentati a Firenze, con slides, video, racconti e diretta twitter, rispetto a un numero assai più alto (“significativo e bello – commenta soddisfatto l’assessore Emmanuele Bobbio – a dimostrazione di una scuola che può essere bella e significativa”) di azioni realizzate in questi ultimi tre anni, nelle scuole toscane, grazie ai Progetti Educativi Zonali(Pez): lo strumento che, nelle politiche toscane per l’istruzione, dal 2012 sostiene la volontà di far crescere l’intero settore, dai nidi per l’infanzia agli ultimi anni degli istituti superiori.

Una selezione di queste buone pratiche è stata presentata stamattina in Sant’Apollonia all’interno di un affollato evento (“Un Pez tira l’altro. Racconti e testimonianze dalla Toscana dei progetti educativi zonali”) voluto dalla Regione Toscana per fare il punto – commenta l’assessore all’Istruzione – “sul valore delle nostre politiche di supporto nella programmazione educativa zonale”.

Negli ultimi tre anni scolastici (dal 2012/2013 a quello che si sta concludendo), nelle 35 zone in cui è divisa la Toscana scolastica, sono stati distribuiti 35,5 milioni euro: 22,7 per sostenere le politiche nell’infanzia e 12,850 per gli interventi nell’età scolare.

Nella parte “infanzia” del Pez, questi soldi sono serviti per affrontare le spese correnti di strutture e per aiutare gli enti locali nei rispettivi coordinamenti pedagogici, per ampliare gli orari di funzionamento, aiutare i bambini con specifiche difficoltà, sostenere le spese sul personale integrativo. Sono stati finanziati anche laboratori con presenza dei genitori, percorsi di educazione familiare, incontri di progettazione nonchè attività formative per educatori e insegnanti.

Con il Pez riservato all’età scolare i finanziamenti sono andati in queste direzioni: la prevenzione e il contrasto della dispersione scolastica, l’inclusione di studenti con disabilità, l’inclusione degli studenti stranieri, il contrasto al disagio scolastico, le esperienze educative e socializzanti durante i periodi estivi: ciò attraverso laboratori, attività didattiche in aula, supporti alla genitorialità, formazione per docenti, soggiorni estivi.

Redazione

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