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Potenza, nel 2014 62 nuove aziende fallite persi 823 posti

“Più che il numero (62 aziende) ad allarmare sono l’incremento percentuale in un anno (più 21,6%) e il forte aumento percentuale di occupati (quasi il 50% in più) delle imprese che in Basilicata hanno chiuso i battenti nel 2014, tra fallimenti, procedure concorsuali non fallimentari e liquidazioni volontarie”. E’ il commento di Rossana Florio, vice segretaria regionale di Centro Democratico in riferimento al Rapporto Fallimenti 2014 diffuso dal Cerved (società che opera in collaborazione con le Camere di Commercio). “Al dato relativo agli 823 posti di lavoro persi lo scorso anno per fallimenti aziendali – aggiunge la dirigente di CD – si deve aggiungere quello complessivo calcolato tra il 2008 e il 2014 che ammonta a 4.586 posti di lavoro. Nella nostra realtà economica ed imprenditoriale, è ancora più pesante – dice Florio – l’effetto della crisi sulle piccole e medie imprese, le società con un numero di addetti compresi tra 10 e 250 e un giro d’affari compreso tra 2 e 50 milioni di euro: il 9% di quelle attive nel 2007 sono fallite tra l’inizio del 2008 e la prima meta’ del 2014. Se si considerano anche le altre procedure concorsuali e le liquidazioni volontarie, emerge che piu’ di un quinto di quelle attive nel 2007 sono interessate da almeno una di queste procedure. Il fenomeno e’ stato particolarmente duro in tutte le regioni meridionali dove un quarto di quelle attive nel 2007 sono fallite, hanno aperto procedure concorsuali o sono state chiuse volontariamente dall’imprenditore. Complessivamente nei primi nove mesi dell’anno il dimezzamento delle richieste di “concordato in bianco” (fallimento volontario) è l’effetto delle modifiche di legge che hanno introdotto la facoltà per i tribunali di nominare un Commissario Giudiziale a verificare la condotta del debitore. La forte riduzione dei concordati in bianco ha avuto ripercussioni naturalmente sul numero dei ‘veri’ concordati preventivi – comprensivi di piano di risanamento – che sono diminuiti del 15,7% nei primi nove mesi del 2014 (quasi il doppio invece di quanto osservato nel 2011). Senza un’inversione di tendenza del quadro macroeconomico – afferma la dirigente di CD – è questo un processo destinato a proseguire anche nei prossimi mesi. Siamo di fronte dunque ad un ennesimo campanello d’allarme – conclude – per sostenere subito gli sforzi delle pmi lucane, specie guidate da donne e giovani neoimprenditori, a reggere un anno che si preannuncia ancora all’insegna di indicatori socio-economici negativi per il mondo produttivo e l’occupazione”.

Redazione

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