L’Età dell’Angoscia, la crisi dell’impero romano in mostra ai Musei Capitolini

È la crisi dell’impero romano al centro della mostra “L’Età dell’Angoscia” in esposizione dal 28 gennaio al 4 ottobre presso i Musei Capitolini. Sotto l’Alto Patronato del Presidente della Repubblica, la mostra è una grande esposizione di arte antica romana che ripercorre i secoli più bui della storia di Roma.

“L’Età dell’Angoscia” infatti racconta gli anni 180 – 305 d.C., ovvero il periodo che intercorse tra l’Impero di Commodo e quello di Diocleziano. Un’età che gli storici del tempo definirono “il passaggio dall’impero d’oro (quello di Marco Aurelio) a uno di ferro arrugginito”, in cui il collasso dei sistemi di riferimento sociali ed economici ha creato nelle persone quel senso di angoscia capace di compromettere la quotidianità della vita. Un’epoca di crisi in parte simile a quella che viviamo oggi.

Il percorso espositivo, che coinvolge prestigiosi musei internazionali, propone un susseguirsi di immagini che testimoniano proprio lo sgretolarsi dei valori civili, morali, e politici, segnale dell’inevitabile crollo di imperi, civiltà e culture dominanti.
Si tratta di circa 200 opere, di straordinario livello artistico: statue in marmo e bronzo, a grandezza naturale, in alcuni casi di misura colossale, busti e ritratti, rilievi in marmo, sarcofagi e urne, mosaici pavimentali e decorazioni pittoriche parietali, e ancora preziosi argenti da mensa, elementi architettonici figurati e altari.

Il tutto si divide in 7 diverse sezioni tematiche. La prima I protagonisti, con circa 92 opere, è una ricca presentazione di ritratti, statue e busti degli imperatori regnanti e delle loro mogli, e anche dei cittadini più abbienti dell’epoca; la seconda sezione L’esercito presenta, con oltre 20 opere, l’esercito come uno dei grandi protagonisti della nuova epoca, capace di un enorme potere; la terza sezione dedicata a La città di Roma, con 14 opere, racconta i grandi cambiamenti che nel III secolo segnano profondamente la città di Roma nella sua identità; la quarta sezione La religione, attraverso 52 opere, ci riporta un fenomeno di grande portata ovvero l’arrivo in città di culti orientali; la quinta sezione Le ricche dimore private e i loro arredi, con circa 30 opere, offre uno sguardo sugli spazi privati, sui gusti e gli arredi domestici di alcune delle più ricche dimore private dell’epoca; la sesta sezione Vivere (e morire) nell’impero, circa 7 opere, racconta i cittadini romani al di fuori della Capitale; la settima e ultima sezione I costumi funerari è composta di 24 opere: sarcofagi, rilievi e pitture.

L’esposizione è il quarto appuntamento del ciclo “I Giorni di Roma”, progetto quinquennale di mostre, è un’iniziativa promossa da Roma Capitale, Assessorato alla Cultura, Creatività e Promozione Artistica – Sovrintendenza Capitolina ai Beni Culturali e dal Ministero dei Beni e delle Attività Culturali e del Turismo, organizzata da Zètema Progetto Cultura e MondoMostre, con la cura di Eugenio La Rocca, Claudio Parisi Presicce e Annalisa Lo Monaco.

Lascia un commento