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Firenze e Ravenna a braccetto nel nome di Dante Alighieri

Il sindaco Dario Nardella ha incontrato nella Sala di Clemente VII di Palazzo Vecchio il sindaco di Ravenna Fabrizio Matteucci per parlare delle iniziative che le due città condivideranno in occasione del 750esimo anniversario della nascita del padre della lingua italiana, che cade quest’anno. L’incontro è servito anche per gettare le basi per costruire un programma di celebrazioni in occasione del 700esimo anniversario della morte del Sommo poeta nel 2021. “A proposito delle celebrazioni di quest’anno per i 750 anni dalla nascita di Dante a breve incontreremo il Comitato nazionale per le celebrazioni dantesche – ha detto il sindaco Nardella -. Con il sindaco Matteucci siamo d’accordo per dare vita a un programma di collaborazioni culturali, che si concentreranno dalla prossima primavera fino alla fine dell’anno e il cui filo conduttore è quello della promozione della lingua italiana nel mondo – ha spiegato Nardella -. L’obiettivo è legare la figura di Dante alla lingua, tenendo conto del ruolo di Firenze, culla della lingua italiana. Tanto che tra i nostri obiettivi vi è anche quello di confermare a Firenze l’organizzazione degli Stati generali della lingua italiana nel mondo promossi dal Ministero degli Affari esteri con il Comune. È nostra intenzione – ha concluso Nardella – attivare collaborazioni con le istituzioni cittadine fiorentine, a partire dalla Società dantesca e dall’Accademia della Crusca, e ravennate”. “Oggi – ha affermato Matteucci – abbiamo gettato le basi per una bella collaborazione fra Firenze e Ravenna: per il 2015, anno in cui Ravenna è Capitale italiana della cultura, e per il 2021, anniversario molto significativo per la nostra città che custodisce le spoglie di Dante”. Il sindaco Nardella il prossimo settembre sarà a Ravenna con il Gonfalone della città di Firenze per partecipare alla cerimonia di commemorazione della morte di Dante. Come tradizione Firenze invierà l’olio per alimentare la lampada votiva sulla tomba di Dante Alighieri. Nardella e Matteucci hanno anche ammirato insieme la maschera in gesso di Dante Alighieri che si trova nelle Sale dei Priori di Palazzo Vecchio. Ritenuta in passato una maschera funebre, tratta direttamente dal volto del defunto, l’opera deriva verosimilmente dal calco di un’effige sepolcrale di Dante andata perduta.

Redazione

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