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Bologna, l’opera di Luigi Vitone accende il ponte di via Matteotti per ON 2014

“Do elephants ever forget?” è questo il titolo dell’edizione 2014 di ON , il progetto di arte contemporanea che invita artisti italiani ed internazionali a realizzare opere site specific, azioni e performance nei luoghi pubblici di Bologna.

Il progetto, curato da Martina Angelotti, si inserisce nell’ambito di BO ON Bologna si accende e chiama gli artisti Luca Vitone e Alexandra Pirici & Manuel Pelmuş a confrontarsi con la città in due momenti diversi dell’anno, fra dicembre 2014 e gennaio 2015 mentre il titolo ‘Do elephants ever forget?’ incornicia il loro lavoro ad un unico tema, quello della memoria.

Ad esordire sarà ‘Souvenir d’Italie – (lumières)’ l’opera di Luca Vitone, una luminaria pubblica, collocata in via Matteotti sul ponte che attraversa i binari della Stazione Centrale che si accenderà sabato 13 dicembre al calare della notte.

Composta da cinque sculture luminose monumentali, l’opera prosegue una ricerca che l’artista porta avanti da tempo, in riferimento a memorie storiche, vicende politiche, caratteri architettonici e modalità di fruizione collettiva.

Una sequenza di tre simboli antichi e molto presenti nella nostra cultura collettiva compongono la luminaria che attraversa il ponte. Il triangolo, l’occhio e il circolo di raggi sono forme semplici e potenti che valgono singolarmente e si combinano in modi diversi. Da due punti precisi però la visione è speciale: in via Matteotti 6 e in via Indipendenza, all’altezza della fermata degli autobus davanti all’Autostazione, le tre forme, viste in prospettiva, combaciano l’una con l’altra, formando il simbolo massonico adottato dalla Loggia P2, il cui progetto eversivo è tragicamente legato all’attentato che ha provocato la strage del 2 agosto 1980 sul primo binario della stazione di Bologna.

La memoria di quel giorno è ancora viva ed è una parte importante dell’identità di Bologna e ‘Souvenir d’Italie – (lumières)’ è dedicata proprio alla memoria collettiva, memoria d’elefante che tutto contiene e nulla dimentica, e a tutte le nostre memorie personali, frammentate, parziali, dirette o ereditate e si propone come monito, promemoria e lampadina accesa sulle tante storie sotterranee e occultate del nostro paese che riverberano sul presente e su cui dobbiamo pretendere che venga fatta piena luce.

A gennaio poi, in occasione di Art City 2015, ON, in collaborazione con Fondazione del Monte, presenta Pubblic Collection – Bologna, il progetto performativo di Alexandra Pirici & Manuel Pelmuş, pensato ad hoc per l’Oratorio di San Filippo Neri, un ongoingshow, una mostra in continua trasformazione , senza inizio né fine, in cui entrare e uscire quando si vuole.

Redazione

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