Programma PIPPI per la prevenzione dell’istituzionalizzazione dei minori Bari tra le best practices

Il Comune di Bari – Assessorato al Welfare ha presentato a Venezia, in occasione della Peer Review in Social protection and Social inclusion promossa dalla Commissione Europea, i risultati del progetto P.I.P.P.I. (Programma di intervento per la prevenzione dell’istituzionalizzazione), sperimentato con successo sin dal 2011 sul territorio comunale.
“Il focus che si apre oggi a Palazzo Balbo, a Venezia, è un momento di studio delle politiche innovative rivolte alle famiglie marginali che rischiano di vedere i propri figli istituzionalizzati – dichiara l’assessora al Welfare Francesca Bottalico – e il fatto che l’esperienza barese sia stata scelta come best practice dal Ministero conferma l’ottimo lavoro svolto in questi anni dal Comune di Bari, un dato che ci rende felici e orgogliosi”.
In allegato una foto dei lavori di questa mattina e il programma completo della Peer Review, che vedrà la partecipazione, tra gli altri, di Raffaele Tangorra e Adriana Ciampa, rispettivamente direttore generale del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali e responsabile della Divisione III – Politiche per l’infanzia e l’adolescenza – dello stesso Ministero.
A presentare l’esperienza barese Anna Campioto e Giacomo de Candia, funzionari dell’assessorato al Welfare.

P.I.P.P.I.

P.I.P.P.I. è un programma di intervento intensivo ideato dal Ministero del Lavoro delle Politiche Sociali, rivolto a nuclei familiari con figli da 0 a 11 anni a rischio di allontanamento, sperimentato negli anni 2011-12 in nove città riservatarie dei fondi della L 285/97 (Bari, Bologna, Firenze, Genova, Milano, Palermo, Reggio Calabria, Torino, Venezia) e poi implementato nel 2013-14.
Il programma si propone di sperimentare, monitorare e codificare un approccio intensivo, flessibile ma allo stesso tempo strutturato, di presa in carico del nucleo familiare, al fine di ridurre i rischi di allontanamento del bambino o del ragazzo dalla famiglia e/o di rendere l’allontanamento, ove necessario, fortemente limitato nel tempo.
Con PIPPI si sono realizzate forme innovative di partenariato fra mondo della scuola e servizi socio-sanitari rispetto ad ogni famiglia presa in carico, con l’elaborazione di un progetto quadro che risponde alle esigenze specifiche di ciascuna e che è il frutto del lavoro di una equipe multidisciplinare.
Tra gli elementi qualificanti del programma, il lavoro sulle famiglie target e sulle famiglie di appoggio (individuate i vicini di casa, e tra quanti che frequentano le parrocchie e le associazioni familiari), rivelatosi una tra le più rilevanti intuizioni del progetto perché consente la valorizzazione delle relazioni umane e professionali.
Nella prima sperimentazione di PIPPI, conclusasi nel dicembre 2012, sono state coinvolte 10 famiglie e 18 bambini, e il dato eloquente è che il programma, oltre ad aver evitato l’istituzionalizzazione di tutti i minori coinvolti (con un risparmio quantificabile in circa 400mila euro), è riuscito a riunificare un nucleo familiare con il rientro di tre sorelline che da anni erano in comunità.
L’esperienza barese è stata documentata in un video poi proiettato in occasione di un tavolo di lavoro internazionale a Bruxelles “Combating child poverty through measures promoting the socio-cultural participation of clients of the Public Centres of Social Action/Welfare”(20-21 Settembre 2012) con commento a cura del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali. Nella seconda sperimentazione, attualmente in corso, sono coinvolti 52 bambini con le loro famiglie.

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