Il Cdr della sede di Potenza della Rai “esprime solidarietà e vicinanza alla collega Cinzia Grenci per il vero e proprio linciaggio mediatico cui viene sottoposta da giorni dopo il servizio televisivo, evidentemente non gradito, sulla manifestazione studentesca di mercoledì 12 novembre contro il decreto ‘Sblocca Italia’ e la nuova gestione della politica nazionale in materia energetica”.
“Qualche giornale locale – e’ scritto nel comunicato – e’ arrivato ad intentare un ‘processo alla giornalista’, mentre gruppi politici e alcune associazioni ambientaliste hanno insinuato rapporti opachi col potere, di sudditanza nei confronti della giunta regionale da parte della collega e dell’intera redazione, quasi il servizio contestato fosse stato eseguito su commissione del Palazzo all’interno di una linea editoriale funzionale a tale scopo. Nulla di piu’ falso! Il Cdr rigetta tali interpretazioni come offensive della dignita’ personale e della stessa liberta’ di stampa nella quale rientrano a pieno titolo le interviste, anche, se non soprattutto, quelle non gradite agli interlocutori di turno per presunta
inopportunita’ di tempo, luogo e circostanza”.
Per il Cdr, “il servizio andato in onda era teso piuttosto a stimolare la consapevolezza degli studenti (futura classe dirigente della Basilicata e parte piu’ ‘sensibile’ dell’opinione pubblica) su temi fondamentali come il petrolio, spronandoli, anche criticamente, ad un dibattito con i problemi reali del territorio che sicuramente tutti auspicano – genitori per primi – possa continuare soprattutto nelle aule scolastiche. Il Cdr respinge con forza l’accusa da qualche partito avanzata secondo cui la redazione avrebbe nascosto o tenute ‘velate’ le problematiche legate al petrolio, dall’ambiente alle royalty,
dall’occupazione e allo ‘Sblocca Italia’: una rapida consultazione del web dovrebbe rassicurare i perplessi e in ogni caso la raccolta ‘storica’ dei sommari del Tgr Basilicata sono buona testimonianza di quanto affermato. E comunque i giornalisti del Tgr Basilicata non si faranno intimorire o intimidire da critiche pretestuose, o da pressioni indebite e fuori luogo (magari sotto forma di interrogazione parlamentare, come ha fatto l’on. Liuzzi dei 5 stelle), nel rispetto di quanto
impone la deontologia ad ogni professionista che crede nel suo lavoro, e cioe’ rappresentare la realta’ informando i lucani anche su verita’ che possono essere poco gradite, sapendo bene, tra
l’altro, che la politica fa (legittimamente ) propaganda, i giornalisti fanno informazione: sono due professioni diverse, separate, distinte e distanti”.
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