L’11 e 12 ottobre Io non rischio, campagna nazionale di protezione civile

Torna nelle piazze italiane la campagna informativa sui rischi naturali che interessano il Paese, grazie all’impegno del volontariato di protezione civile, delle istituzioni e del mondo della ricerca scientifica.

Nel fine settimana dell’11 e 12 ottobre oltre 2.000 volontari, appartenenti a organizzazioni nazionali, gruppi comunali e associazioni locali di protezione civile, allestiranno punti informativi “Io non rischio” in 150 piazze distribuite su quasi tutto il territorio nazionale, per sensibilizzare i cittadini sui rischi che interessano il loro territorio.

La novità di questa edizione è che in alcune piazze, tra cui quelle di Vicenza, in via sperimentale la campagna si arricchisce di un nuovo tema: il rischio alluvione, che si affianca così al rischio sismico e al rischio maremoto.

L’iniziativa è stata presentata dal sindaco Achille Variati, l’assessore alla sicurezza urbana Dario Rotondi, il presidente dell’Associazione Nazionale Alpini di Vicenza Luciano Cherobin con il responsabile tecnico Filippo Casari, il direttore generale di Aim Dario Vianello e il coordinatore del Gruppo volontari protezione civile del Comune di Vicenza Gianni Gobetti.

Sabato e domenica dalle 8 alle 19 il Gruppo volontari protezione civile del Comune di Vicenza, l’Associazione Nazionale Alpini della sezione di Vicenza e alcuni tecnici di AIM, per un totale di oltre 60 persone, allestiranno dunque due punti informativi in piazza Castello e in piazza Matteotti per incontrare i cittadini, distribuire materiale informativo sulle misure per affrontare e ridurre i rischi di un’alluvione. E saranno a disposizione dei vicentini che vivono nelle zone a rischio per raccogliere nuove iscrizioni al servizio di allerta tramite sms.

Protagonisti dell’iniziativa, come è caratteristico delle iniziative “Io non rischio”, saranno infatti i volontari e le volontarie, che avranno il compito di diffondere nei territori dove operano la cultura della prevenzione del rischio, aspetto prioritario nell’ambito dell’azione di protezione civile sul territorio.

“Ringrazio i volontari dell’associazione alpini e del Comune – ha detto oggi il sindaco – sempre in prima linea durante le emergenza e ora in questa importante iniziativa di informazione e prevenzione. Invito i cittadini delle zone a rischio di Vicenza di approfittare di quest’evento per iscriversi al servizio di allerta via sms che in questi annici ha consentito di ridurre, e in molte occasioni azzerare, i danni da allagamenti. Grazie anche ad Aim, al nostro fianco in questa occasione come lo è sempre in tutte le emergenze con i suoi uomini e la sua competenza tecnica”.

La presentazione dell’iniziativa è stata l’occasione per fare il punto su quanto Vicenza ha fatto dalla grande alluvione di quattro anni fa ad oggi.

Come ha ricordato l’assessore alla sicurezza Dario Rotondi, la macchina della prevenzione e gestione dell’emergenza messa in moto dal Comune di Vicenza si è estremamente raffinata, con sistemi di allertamento della popolazione che vanno dall’invio di sms in caso di rischio allagamenti (gli iscritti al sistema sono attualmente 4879) all’installazione di 6 sirene d’allarme nelle zone più a rischio, dall’aggiornamento in tempo reale dei cittadini attraverso il sito internet comunale e i principali social network, fino alla distribuzione capillare nelle zona a rischio di dettagliati vademecum con i comportamenti da adottare nelle diverse fasi di allarme.

“Il Comune di Vicenza – ha inoltre ricordato l’assessore Rotondi – è entrato a far parte del progetto europeo WesenseIt per la realizzazione di un osservatorio dei cittadini sulle acque, in grado di raccogliere ed elaborare sia segnalazioni “qualificate”, inviate da volontari dotati di smartphone capaci di leggere e trasmettere le informazioni dei sensori fisici posizionati lungo i corsi dei fiumi, sia notizie “spontanee” inviate dai cittadini o diffuse dalla rete dei social media durante l’emergenza”.

Il direttore generale di Aim, Dario Vianello, a sua volta ha ricordato l’intensa attività dell’azienda, non solo durante le emergenze (sono stati tra l’altro riempiti e distribuiti fino a 12 mila sacchetti di sabbia), ma anche nelle fasi successive. Dopo l’alluvione del 2010, in particolare, è stato necessario sostituire oltre 1500 contatori dell’energia elettrica e 365 del gas, riattivare e bonificare 14 cabine elettriche, ricostruire sei giunti di cavi di media tensione, sostituire tre paratoie idrauliche e sistemare 4000 metri di argini sul canale industriale della centralina di Lobbia,sostituire condotte del gas a san Biagio e a Ponte Pusterla.

Nel frattempo, in questi anni, sono proseguiti i lavori per la messa in sicurezza idraulica del territorio, i cui interventi più importanti sono rappresentati dal bacino di Caldogno e, in territorio comunale, dalla cassa di espansione a nord di viale Diaz, “opere – ha osservato il sindaco – che dovrebbero consentire al genio civile di scaricare per alcune ore l’eventuale onda di piena, preservando la città e i territori a valle”.

Variati oggi ha ricordato che i lavori di realizzazione del bacino di Caldogno sono in corso e che una volta terminata, la cassa di espansione sarà in grado di laminare e contenere 3,8 milioni di metri cubi d’acqua: “Il cronoprogramma – ha detto – prevede che la cassa possa entrare in funzione nell’autunno del 2016, ma una parte del bacino potrebbe forse essere utilizzabile fin dal 2015, e questo sarebbe già un grande risultato”.

Anche l’iter per la realizzazione della cassa a nord di viale Diaz è stato avviato “Entro l’anno – ha precisato il sindaco – contiamo che la Regione reperisca i finanziamenti per appaltare i lavori”. Il costo di quest’opera è di circa 16 milioni euro. Il bacino potrà laminare e contenere 1,2 milioni di metri cubi d’acqua.

Il sindaco ha quindi annunciato che la Regione sta procedendo alla progettazione definitiva della cassa di espansione della roggia Dioma, tra Monteviale e Vicenza: un bacino da 700 mila metri cubi d’acqua che porterebbe grande beneficio al contrasto delle piene del Retrone.

Infine, è stato ricordato che i lavori fin qui eseguiti garantiscono la sicurezza del Bacchiglione in centro storico fino a 6 metri, ma che serve ancora completare alcune opere come un rialzo arginale in area privata lungo via Vittorio Veneto.

A sud, sono in corso interventi per il ripristino della sponda e l’approvazione del progetto definitivo di cinturazione di Ca’ Tosate.

A ovest, è in corso uno studio idraulico generale da parte di Acque Vicentine.

A nord est, sono state progettate dal genio civile alcune aree di espansione lungo l’asta dell’Astichello e un primo stralcio di interventi a protezione delle abitazioni potrà essere realizzato già nel 2015

“Io non rischio” è una campagna promossa e realizzata dal Dipartimento nazionale della Protezione Civile, Anpas-Associazione Nazionale Pubbliche Assistenze, Ingv-Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia e Reluis-Rete dei Laboratori Universitari di Ingegneria Sismica.

L’inserimento dei rischi maremoto e alluvione nella campagna nazionale ha visto il coinvolgimento di Ispra-Istituto superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, Ogs-Istituto Nazionale di Oceanografia e di Geofisica Sperimentale, AiPo-Agenzia Interregionale per il fiume Po, Arpa Emilia-Romagna, Autorità di Bacino del fiume Arno, CamiLab-Università della Calabria, Fondazione Cima e Irpi-Istituto di ricerca per la Protezione idro-geologica. L’iniziativa, come ogni anno, si realizzerà anche grazie al supporto dei Comuni, delle strutture di protezione civile regionali, di Anci e Upi.

Sul sito ufficiale della campagna, www.iononrischio.it è possibile consultare i materiali informativi su cosa sapere e cosa fare prima, durante e dopo un terremoto o un maremoto.

9 su 10 da parte di 34 recensori L’11 e 12 ottobre Io non rischio, campagna nazionale di protezione civile L’11 e 12 ottobre Io non rischio, campagna nazionale di protezione civile ultima modifica: 2014-10-10T01:37:47+00:00 da Redazione
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