Urban Water Footprint, prosegue il progetto europeo per ridurre gli sprechi di acqua

uwfSi chiama impronta idrica urbana. E’ un indicatore che consente di calcolare il consumo diretto e indiretto dell’acqua, ovvero il volume totale utilizzato per produrre i beni e i servizi consumati da un’intera città, dalle acque superficiali a quelle sotterranee, dalle precipitazioni alle acque necessarie a ridurre i reflui e riportarli a un livello ecologico.

A Vicenza l’impronta idrica oggi è stimata in 170 metri cubi annui per abitante, cifra ben superiore al consumo diretto, pari a circa 60 metri cubi annui per abitante. Riuscire a monitorare il consumo di tutte le componenti dell’acqua, con l’obiettivo di ridurre gli sprechi anche attraverso l’introduzione di buone pratiche e nuove metodologie e tecnologie, è il cuore del progetto “Urban Water Footprint”, finanziato dalla Comunità Europea con 1 milione e 700 mila euro, a cui il Comune di Vicenza partecipa per l’Italia insieme a Fondazione Centro Produttività Veneto, Università di Padova, Acque Vicentine e  Centro Idrico di Novoledo.

Oggi alle 15, al Centro TMD Demotech di Schio (piazza Alvise Conte 7), i protagonisti del progetto faranno il punto sui tre modelli di applicazione dell’indicatore di impronta idrica sviluppati nell’ambito del progetto in Italia dall’università di Padova, in Austria dall’università di Innsbruck e in Polonia dall’università di Wroclaw. Seguirà la presentazione dei tre laboratori pilota attivati dal progetto europeo a Vicenza, Innsbruck e Wroclaw per testare i modelli, con particolare riferimento alle attività del Centro idrico di Novoledo e al gestore del servizio idrico integrato Acque Vicentine. All’incontro parteciperà per il Comune di Vicenza l’assessore alla progettazione e sostenibilità urbana Antonio Marco Dalla Pozza.

Nell’ambito del progetto europeo il laboratorio di Vicenza sta contribuendo in particolare alla creazione di un database per l’impronta idrica dei singoli quartieri e alla redazione di un piano di miglioramento che punta a una più accurata gestione urbana dell’acqua a livello di edifici privati e pubblici, alla separazione delle reti fognarie e meteoriche e al risparmio idrico nei pozzi privati.

A questo scopo è necessario non solo adeguare norme urbanistiche ed edilizie, ma anche aumentare la consapevolezza degli utenti per ridurre gli sprechi e migliorare la qualità dell’acqua reimmessa nell’ambiente.

Per questo nei mesi scorsi sono stati organizzati incontri tra tecnici e appuntamenti pubblici a cui seguiranno lezioni nelle scuole, e sono stati pubblicati documenti e raccolti nominativi di cittadini che stanno partecipando a un programma di miglioramento con l’obiettivo della riduzione dei consumi domestici di acqua del 5% entro il 2016.

9 su 10 da parte di 34 recensori Urban Water Footprint, prosegue il progetto europeo per ridurre gli sprechi di acqua Urban Water Footprint, prosegue il progetto europeo per ridurre gli sprechi di acqua ultima modifica: 2014-10-06T01:16:53+00:00 da Redazione
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