Con un’ordinanza del 1 settembre, però, la seconda sezione del Tribunale Amministrativo regionale ha dato ragione al Comune di Milano e respinto il ricorso della sala slot: “Dalla documentazione agli atti del giudizio – spiega il Tar – risulta il mancato rispetto delle distanze dai luoghi sensibili per la nuova collocazione di apparecchi per il gioco d’azzardo”. Pertanto, conclude l’ordinanza, “il ricorso non presenta una sufficiente fondatezza”.
“La guerra è guerra – ha detto il vicesindaco e assessore all’Urbanistica Ada Lucia De Cesaris – e noi continueremo a usare tutte le armi della legalità, fuori e dentro le aule dei Tribunali, per impedire la diffusione del gioco d’azzardo a Milano. Siamo soddisfatti per questa decisione del Tar, che rafforza la nostra battaglia accanto ai cittadini”. Già oggi, così come emerge dalla mappa dei luoghi sensibili realizzata dall’assessorato all’Urbanistica e pubblicata sul sito del Comune, il 96% della città è off limits per il gioco d’azzardo, in virtù della normativa regionale. Una percentuale destinata a salire addirittura al 99% quando, in autunno, entrerà in vigore il nuovo Regolamento edilizio comunale: una norma ad hoc (l’articolo 13) particolarmente restrittiva, infatti, include tutti i reali luoghi sensibili e tiene conto anche delle sale scommesse.
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