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Tito, serata in ricordo dello scrittore Lorenzo Ostuni

“È nota a molti l’opera di Lorenzo Ostuni, scrittore, autore televisivo, artista, simbologo, terapeuta di fama internazionale e salde origini titesi scomparso qualche mese fa. Quello che invece non è ancora noto è che la magia, la natura e la sacralità – afferma il sindaco di Tito Graziano Scavone – ovvero alcuni dei temi attraversati dall’eclettico prof. Ostuni nel corso della sua carriera, erano già presenti nei diari, nelle opere pittoriche e nei versi di sua madre Angelica La Cava, casalinga titese che ha lasciato una produzione tanto silenziosa quanto copiosa che adesso, attraverso il prezioso lavoro di Giuseppina Anna Laurino e Fiorella Fiore, è stata finalmente portata alla luce”. Se ne è parlato sabato scorso, nel corso di un convegno organizzato dal Comune di Tito presso la sala Don Domenico Scavone, in cui Lorenzo Ostuni è stato raccontato attraverso le parole ritrovate di sua madre e le testimonianze di chi lo conosceva a fondo, come Giancarlo Laurini, presidente emerito del Consiglio Nazionale del Notariato, suo amico di infanzia, e i figli Angelica e Vincenzo, che hanno letto alcune poesie della nonna, dopo essersi brevemente abbandonati al ricordo delle loro estati titesi in famiglia. Angelica La Cava, il cui profilo è stato rimarcato anche dalla presidente dell’associazione Donne 99 Isa Salvia, oltre a dipingere un centinaio di quadri di chiara impronta naif, comporre poesie e scrivere racconti, teneva un diario in cui puntualmente appuntava, con orgoglio, i successi del figlio. Il sindaco Graziano Scavone, nel portare il suo saluto, ha rimarcato l’intenzione dell’amministrazione comunale di Tito di raccogliere e rendere accessibile l’opera del professor Ostuni promuovendo forme di cooperazione tra pubblico e privato al fine di favorire l’uso comune dei beni culturali in un progetto che possa vedere altresì coinvolto il comune di Laurenzana (rappresentato dal consigliere comunale Francesco Pavese e dalla presidente della Pro Loco Carmela Beneventi) in cui il professore insegnò lettere negli anni Sessanta e iniziò con i ragazzi il suo lavoro sulle pietre e sui simboli. Quello di un museo mondiale del simbolismo a Tito, infatti, come ricorda l’ex sindaco Pasquale Scavone a cui lo aveva più volte confidato, era il suo sogno. La serata si è conclusa in musica con la canzone che Roberto Laurino ha dedicato allo stesso professore.

Redazione

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