Dopo i comunicati e le dichiarazioni nei giorni scorsi, alcune associazioni dei cacciatori non trovano un punto d’incontro sull’articolo 4 del Calendario venatorio. Tante le richieste avanzate, molte accolte dalla Regione, ma sull’articolo 4 nessuna flessibilità: una parte (minoritaria) delle associazioni venatorie minaccia mobilitazione generale. Oggi, nella sede del dipartimento Ambiente, Italcaccia, Arcicaccia, Libera Caccia e Enal Caccia sono state ricevute dall’assessore Aldo Berlinguer. Ed hanno affrontato molteplici temi: dalla formazione dei selecontrollori, all’addestramento dei cani, al prelievo di tordi e beccacce, quaglia e colombaccio, alla prevenzione dei danni dei cinghiali. Su moltissimi temi, la disponibilità della Regione, ma sull’articolo 4, relativo alla caccia di selezione al cinghiale, nessun passo indietro. Lo stesso articolo, reso in applicazione del dettato normativo vigente (legge 157/92), prevede l’utilizzo di selecontrollori per il prelievo di cinghiali. Era stato inserito – di concerto con l’assessorato all’Agricoltura – nel calendario venatorio per venire incontro alle esigenze di agricoltori e cittadini che lamentano i danni degli ungulati visti arrivare fin sulla porta di casa. Pur di fronte alla disponibilità dell’amministrazione regionale di formare – così come chiesto – ulteriori selecontrollori in uno strettissimo arco temporale, così coinvolgendo il più ampio numero di cacciatori, le associazioni venatorie sono rimaste ferme sul loro diniego. L’assessore Aldo Berlinguer conferma la propria disponibilità al dialogo con i cacciatori, accogliendo questa specifica richiesta, ferma restando l’importanza di far partire la caccia di selezione al cinghiale nei termini previsti dal calendario venatorio. “Gli ungulati stanno causando danni gravissimi – ha ribadito l’Assessore – alle produzioni agricole e all’ecosistema. Non possiamo fare alcun passo indietro o rischiamo una vera e propria catastrofe”.
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