La difesa dell’artigiano di 31 anni non ha però convinto gli investigatori. “Mi hanno detto di pulire la casa, di mettere a posto. E io l’ho fatto, mi hanno costretto. E volevano anche che bruciassi i corpi ma mi sono rifiutato”. Ha raccontato l’uomo accusato del brutale triplice omicidio di Tempio Pausania.
L’uomo, amico di famiglia, legato da una forte simpatia con la donna uccisa Giulia Zanzani e da affari con l’uomo Giovanni Azzena, ha reso da subito dichiarazioni contraddette dalle registrazioni delle telecamere. Ha parlato di due killer napoletani, poi di un commerciante tempiese risultato estraneo. Ha perfino chiesto di mandare un sms a un’amica.
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