Le tre megalopoli rischiano di diventare le nuove Atlantidi. Le megalopoli asiatiche, infatti, in alcune parti stanno sprofondando ad un ritmo accelerato e potrebbero finire sotto il livello del mare se non si agisce in fretta. Già lo studio del ricercatore italiano Pietro Teatini dell’Università di Padova, preso di riferimento dalla Bbc affronta il problema: secondo Teatini a Venezia restano zone molto circoscritte in cui il fenomeno avviene: ”Quando si ristruttura un edificio, per esempio, lo si appesantisce, e questo può produrre un abbassamento fino a 5 millimetri in un anno”.
Il fenomeno che preoccupa, e in certi casi più del surriscaldamento globale, si chiama subsidenza. Si verifica quando il terreno tende ad abbassarsi, spesso a causa dell’attività umana di estrazione di acqua o di petrolio dal sottosuolo. In certe parti del globo, in particolare le città asiatiche dove lo sviluppo è stato più rapido, il livello.
La soluzione migliore sarebbe pertanto quella di smettere di estrarre acqua dal sottosuolo per renderla potabile, anche se questo logicamente comporta il bisogno di una nuova fonte di approvvigionamento per queste città. Tokyo è già riuscita in questo e la subsidenza più o meno si è fermata, e anche a Venezia ci sono riusciti.
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