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La Bcc destina 60 mila euro a Banca Alimentare

Dal 2010 ad oggi il plafond devoluto dalla Banca della Bergamasca alla quinta stagione de “la Banca Alimentare Bcc  – in prima fila contro la povertà” è quasi quadruplicato in risposta al numero crescente di famiglie indigenti nella bergamasca. Sessanta mila euro: questa la cifra che la Banca della Bergamasca per il 2014 ha destinato al progetto “la Banca Alimentare Bcc – in prima fila contro la povertà”, giunto ormai alla sua 5a stagione. A comunicare l’ammontare del plafond alle organizzazioni attive nell’iniziativa socio-umanitaria ci hanno pensato il 2 Aprile nella Sala Convegni della sede di Zanica, il Presidente Gualtiero Baresi e il Direttore Generale Marino Ghilardi affiancati dal relatore Don Fausto Resmini (cappellano del carcere di Bergamo e figura di riferimento della Comunità Don Milani). <<La situazione in cui versano troppe famiglie della nostra provincia – ha commentato il Presidente Baresirichiede un segno forte della nostra presenza. In 5 anni abbiamo quasi quadruplicato il nostro intervento passando dai 17 mila euro del 2010 agli attuali 60 mila. Il confronto costante con Comuni e Parrocchie ci rende consapevoli di quanto ci sia da fare per sostenere chi attraversa periodi complicati. Il nostro compito, come Banca e come uomini, è quello di far sentire loro concretamente la nostra presenza, offrendo un aiuto indispensabile per affrontare la quotidianità con dignità>>. I fondi destinati dalla BCC saranno infatti utilizzati dagli oltre 160 volontari delle associazioni attive nell’iniziativa per acquistare beni di prima necessità da distribuire a poveri e indigenti dei 14 comuni in cui è presente una filiale della Banca. <<A farsi carico dell’acquisto e della distribuzione di generi alimentari o di pronto utilizzo – puntualizza il Direttore Generale Ghilardisono referenti indicati direttamente dalla Parrocchia e dal Comune locale o associazioni di provata affidabilità. Uomini e donne pronti ad aiutare chi si trova a dover far fronte alle problematiche legate al difficile momento economico in cui versa anche la bergamasca>>. La situazione della provincia orobica è infatti non dissimile da quella che segna tutto il Paese. Negli ultimi 5 anni, complice il crollo del mercato del lavoro, il numero di casi di povertà è aumentato esponenzialmente. A confermarlo lo stesso Don Resmini che puntualizza: << Oggi le povertà sono molte: c’è chi non riesce a far fronte ai bisogni primari e magari vive per strada, chi non riesce ad arrivare alla fine del mese, chi dopo aver pagato con il carcere la pena commessa non riesce a tornare a pieno titolo nella società, chi annega nell’alcol e nella droga un vuoto incolmabile, chi, ancora minorenne, ha già vissuto troppo “male” sulla pelle per costruirsi un futuro sereno. Sbaglia chi pensa si tratti solo di stranieri: oggi a dover mettere l’orgoglio in tasca sono gli anziani e le famiglie bergamasche come extracomunitarie. Negli ultimi 20 anni la situazione è terribilmente peggiorata complice una mobilità umana sempre più sostenuta >>. Con questa consapevolezza la BCC, dal 2010 ad oggi, ha destinato un plafond crescente al progetto “Banca Alimentare” confermando così i principi che la animano: mutualità, attenzione alle necessità del territorio, supporto del distretto e partecipazione alla vita della comunità. <<Dall’anno della prima edizione di “Banca Alimentare – in prima fila contro la povertà” – conclude Bruno Ferri, Direttore Marketing della BCC – siamo riusciti ad aiutare circa 600 famiglie, destinando una cifra via via crescente per coprire le richieste di intervento che ci venivano segnalate da Comuni e Parrocchie. Dai  17.000 euro del 2010 siamo passati ai 25.600 euro del 2011, ai 30.200 del 2012 sino ai 50.000 del 2013 e agli attuali 60 mila. Sappiamo che c’è molto da fare, ma il nostro impegno in questa direzione è sempre massimo>>.

Redazione

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