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Indotto Fiat, aria di crisi alla Johnson Controls

Arrivano i contratti di solidarietà per i dipendenti della Johnson Controls Interiors, azienda metalmeccanica dell’indotto Fiat di Melfi. Lo ha reso noto il dirigenti della Fim Cisl, Giovanni Ottomano, che in mattinata ha partecipato al tavolo di confronto tenutosi in Confindustria tra una delegazione aziendale e i rappresentanti dei sindacati di categoria Fim, Fiom, Uilm e Fismic. “La Johnson – si legge nella nota della cisl – ha dichiarato ‘un profondo stato di crisi che ha fatto emergere un’eccedenza di personale’. Gli esuberi dichiarati sono 94 su un totale di 158 addetti.  Per scongiurare i licenziamenti e la mobilità le parti hanno concordato il ricorso ai contratti di solidarietà difensivi per tutti i dipendenti dal prossimo 11 febbraio per una durata complessiva di un anno. La riduzione dell’orario di lavoro settimanale – si legge nel verbale siglato al termine dell’incontro – sarà diversificata per reparto e specializzazione in ragione dei flussi produttivi. Azienda e sindacati hanno infine concordato la possibilità di realizzare specifici programmi formativi sul world class manufacturing”. “Il ricorso ai contratti di solidarietà è la soluzione meno dolorosa per evitare i licenziamenti e mantenere gli attuali livelli occupazionali in attesa che la ripresa del mercato possa far rientrare la situazione di crisi aziendale”, spiegano Giovanni Ottomano e Salvatore Troiano, sottolineando che “si tratta del primo caso di contratti di solidarietà tra le aziende dell’indotto Fiat, una soluzione che andrebbe estesa anche ad altre realtà per evitare soluzioni più traumatiche in caso di crisi aziendale”. I contratti di solidarietà difensivi sono accordi stipulati tra azienda e sindacati che prevedono la diminuzione dell’orario di lavoro al fine di mantenere l’occupazione in caso di crisi aziendale e quindi evitare la riduzione del personale. È a carico dell’Inps l’integrazione fino all’70 per cento della retribuzione persa. I contratti di solidarietà possono essere stipulati per un massimo di 24 mesi, prorogabili per altri 24 mesi (36 mesi per i lavoratori occupati nelle aree del Mezzogiorno).

Redazione

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