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Milano, discoteche milanesi protette dalla mala calabrese

Nel mirino della ‘ndrangheta c’erano i Magazzini Generali, il Codice a barre, il De Sade, e il Borgo dei sensi ex Parco delle rose. Si tratta di locali importanti della movida lombarda, per i quali l’imprenditore che gestiva la società a cui facevano capo, aveva chiesto un occhio di riguardo alla cosca calabrese. L’indagine della Procura di Milano che ha portato all’emissione di otto ordinanze di custodia cautelare, parte proprio da un processo per bancarotta fraudolenta a carico di Silvano Scalmana, al quale i boss ”avevano offerto anche la protezione dalla giustizia”, come ha commentato il pm Paolo Storari nel corso della conferenza stampa alla presenza di carabinieri e Guardia di finanza.

”I quatto dipendenti della società di Scalmana hanno fornito al curatore fallimentare chiare dichiarazioni accusatorie nei confronti dell’imprenditore, ma poi sono stati avvicinati dai boss che li hanno minacciati di ritorsioni in caso avessero raccontato le stesse cose in tribunale. E infatti davanti al magistrato hanno tutti ritrattato le loro affermazioni”.

I presunti boss, in particolare, secondo i pm, avrebbero fornito ”agli imprenditori servizi di sicurezza attraverso forme di cosiddetta estorsione – protezione, dove il rischio per l’imprenditore deriva dallo stesso soggetto che fornisce la protezione”. Altro “servizio” fornito dalle cosche calabresi, sempre secondo l’accusa, era quello del recupero ”crediti derivanti da attività lecite e illecite avvalendosi della forza di intimidazione derivante dal vincolo associativo e pertanto con modalità estorsive”.

L’inchiesta è nata da “costole” di altre indagini portate avanti negli ultimi anni dalla Dda di Milano sul clan dei Barbaro-Papalia, attivo in particolare nel settore del movimento terra nell’area sud di Milano e in particolare nei comuni di Buccinasco, Corsico e Trezzano sul Naviglio. “Personaggio” chiave dell’inchiesta è Agostino Catanzariti, arrestato per associazione mafiosa ”quale capo e organizzatore, in possesso della dote de “Il vangelo (…) con il compito di coordinare l’attività degli altri associati, di tenere i contatti con gli altri sodali detenuti, provvedendo anche al loro sostentamento economico”. Tra gli arrestati anche Flavio Scarcella che avrebbe chiesto e ottenuto ”l’intervento di Catanzariti Saverio per mediare con la famiglia mafiosa Flachi ed in particolare con Flachi Enrico, per la gestione della sicurezza all’interno della discoteca ‘De Sade”’. Custodia cautelare anche per Antonio Papalia che avrebbe avuto ”il ruolo di capo”, sovraintendendo ”all’attività di spaccio di stupefacente nel territorio di Corsico – Buccinasco, manifestando il suo ruolo di vertice non maneggiando mai la sostanza stupefacente”.

Arrestati anche Michele Grillo, Halil Abderrahim, Giuseppe Massari, Giuseppe Mesiti, Natale Trimboli, Antonio Virgara.

Redazione

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