Tra gli arrestati c’è anche un funzionario del Comune. Per ottenere i documenti contraffatti sarebbero state pagate tangenti che variavano tra i 600 e i 1500 euro a persona.
L’organizzazione era composta da italiani e cinesi e al suo interno c’era anche un dipendente del Comune di Prato addetto alle certificazioni di residenza. Grazie alla sua complicità si riuscivano a ottenere, in cambio di denaro ed altre utilità, le iscrizioni all’anagrafe di cittadini cinesi che non ne avevano i requisiti ed erano entrati in Italia in modo irregolare.
Almeno 300 cittadini cinesi hanno usufruito dell’associazione per avere i documenti. I soldi sarebbero finiti ad alcuni loro connazionali che, dopo aver requisito i passaporti agli immigrati, giravano parte del compenso ai loro soci italiani. In otto mesi l’organizzazione avrebbe guadagnato tra i 180 mila e i 450 mila euro.
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