A portare il proprio sostegno alla causa per la liberazione dei due mar-, anche un folto gruppo di attivisti del centro sociale Casapound. Dopo aver visto sfilare i vari gruppi militari che si sono uniti alla causa della manifestazione, i giovani del centro sociale CasaPound si sono fermati a propria volta sotto la scalinata che conduce al palazzo municipale e hanno gridato “io sto con i maro'” e “liberi subito”.
In prossimità dell’Altare della Patria è partito il canto dell’Inno nazionale. “Ogni giorno che passa sento sempre più il dovere di mantenere alto l’onore di un soldato italiano e della nostra Nazione”, ha dichiarato Salvatore Girone, uno dei due marò trattenuti in India, in un messaggio scritto ai suoi sostenitori. “Sono certo che nella nostra situazione qualsiasi soldato nel mondo e qualsiasi Paese lotterebbe per far si che vengano riconosciuti i diritti propri e internazionali e, nel nostro caso, anche la propria innocenza”. Il messaggio è stato letto, al termine della manifestazione, dalla moglie Vania a una piazza Santissimi Apostoli gremita di militari delle associazioni d’arma, semplici cittadini, amici e parenti dei due militari, giovani del centro sociale Casapound.
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