Utilizzavano un sistema di certificazione fittizia. In questo modo avrebbero ottenere fondi europei destinati ad aziende impegnate nella formazione di professionisti destinati al mondo della ristorazione e del turismo. E’ l’accusa avanzata dalla Procura di Torre Annunziata a trentadue indagati nell’ambito dell’inchiesta condotta dalla Guardia di Finanza della tenenza di Massa Lubrense che ha portato anche al sequestro preventivo di beni per un valore di 112 mila euro.
I titolari delle aziende raggiunti dagli avvisi di garanzia e di chiusura indagini, assieme ad imprenditori e finti corsisti e al titolare di un’agenzia di formazione, una volta ottenuti i fondi europei, non solo non hanno mai attivato i corsi per i quali quegli stessi fondi erano stati erogati, ma non hanno neanche proceduto ad alcuna assunzione. Entrambe le cose venivano certificate senza essere mai avvenute. Le vittime della truffa erano pertanto la Regione Campania e l’Unione Europea.
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