L’opera da tre miliardi di euro ha richiesto più di vent’anni per vedere la luce. “E’ un progetto che resterà scritto a lettere d’oro nella storia”, ha commentato il premier turco, Recep Tayyp Erdogan, alla cerimonia di inaugurazione della galleria di 13,6 km, di cui quasi un km e mezzo sott’acqua.
Il progetto era stato lanciato nel 1990, ma la Turchia dovette accantonare il “Marmaray” (dal nome Mar di Marmara, a sud del sito di costruzione, e la parola “ray”, “ferrovia” in turco) per mancanza di fondi. Era stato Erdogan a farlo ripartire nel 2004 grazie al finanziamento della Banca del Giappone per la cooperazione internazionale, che mise a disposizione 735 miliardi di euro, e della Banca europea degli investimenti. Il tunnel doveva essere pronto nel 2008, ma diversi ritrovamenti archeologici, tra cui la scoperta di un “cimitero” di navi bizantine sotto lo stretto, hanno ritardato i lavori.
Con la galleria del Bosforo, Istanbul prevede di incrementare l’utilizzo dei treni del 20% e decongestionare il traffico automobilistico sopra i due ponti che uniscono le due sponde dello stretto. La prima stazione sulla costa europea sarà Kazlicesme, mentre su quella asiatica sarà Ayrilikcesme.
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