Massimo Ghini, Francesca Chillemi e Cesare Bocci. Ospiti Alessandro Siani, Roberto Vecchioni, Nina Zilli e Max Gazzè. Quattro differenti giurie a selezionare le 63 candidate. Tra i giurati Caterina Murino, Massimo Lopez, Rita Dalla Chiesa, Lucrezia Lante Della Rovere, Salvo Sottile e Saverio Marconi. E’ la nuova veste del concorso di bellezza che per due terzi di secolo ha appassionato gli italiani attraversando il Novecento. Un patrimonio culturale che rischiava di andare dissipato per scelte quanto meno opinabili. Eppure ha vinto la tenacia di Patrizia Mirigliani. “Miss Italia è stata maltrattata. A 5 mesi dalla messa in onda ho scoperto dal telegiornale che l’evento era stato cancellato. Pensavo che la Rai avesse scelto così per dare un segno di cambiamento, ma poi ho visto che non è cambiato niente. Non penso ci sia qualche motivazione politica, credo che la Rai abbia soltanto voluto destabilizzarmi in quanto donna. Non penso che avrebbero fatto lo stesso con mio padre. Volevano impossessarsi del marchio. Ma non ci sono riusciti”.
Ad accogliere il brand Miss Italia ci ha pensato Urbano Cairo, nuovo editore de La7, impegnato nel tentativo non facile di rendere l’emittente una rete commerciale e quindi competitiva. In bocca a lupo a Patrizia Mirigliani e viva l’Italia che crede ancora nei suoi simboli.
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