L’imprenditore era ritenuto il riferimento economico-finanziario del clan dei Casalesi, morto cadendo in circostanze oscure dal terrazzo di una casa in costruzione il 4 novembre 2004. Tra i beni confiscati anche una parte della tenuta “La Balzana”, un tempo anche facente parte dei beni della fallita Cirio.
La stima del valore complessivo dei beni è relativa all’epoca del sequestro, l’8 aprile 2010. In particolare l’acquisizione allo Stato de “La Balzana” è stata oggetto di un lungo contenzioso con gli eredi culminato con una sentenza della Corte Costituzionale.
La confisca è stata disposta dal Tribunale di Santa Maria Capua Vetere e riguarda tre società, 126 immobili, 58 terreni, 51 autorimesse e 24 posti auto.
Dante Passarelli era tra gli indagati nel procedimento “Spartacus”, il primo maxi processo ai Casalesi, e all’epoca era il titolare della Itam, un’impresa di trasformazione dello zucchero tra le più importanti in Italia negli anni anni ’90.
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