Il provvedimento ha colpito il cosentino di 58 anni, imprenditore nel settore della raccolta dei rifiuti, condannato in via definitiva per associazione mafiosa nell’ambito dell’inchiesta Nepetia contro i presunti componenti di una cosca di ‘ndrangheta operante sulla fascia tirennica cosentina.
La Dia ha confiscato il compendio aziendale e le quote sociali di sei società oltre a mezzi industriali, rapporti finanziari e decine di beni immobili, tra i quali spicca la quota di un palazzo baronale di Amantea del ‘700.
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