Il regime di Kim Jong-un, è stato l’appello del Presidente degli Stati Uniti, ponga fine al suo “approccio aggressivo”, perché “nessuno vuole una nuova guerra nella penisola coreana”. Obama ha aggiunto che è sua intenzione cercare di risolvere la crisi con Pyongyang attraverso la diplomazia ma allo stesso tempo, ha avvertito, adotterà i passi necessari per proteggere gli Stati Uniti e i loro alleati.
Obama ha chiarito al regime nordcoreano che Washington è pronta a reagire militarmente non solo in caso di attacco diretto al suolo o ad obiettivi Usa nella regione ma anche nell’eventualità che ad essere colpiti siano Seul o Tokyo.
Sul fronte diplomatico alti responsabili Usa hanno sollecitato la Cina a utilizzare tutta la sua influenza per fermare le azioni “destabilizzanti” della Corea del Nord, sottolineando che sono in gioco interessi regionali e internazionali. “La Cina ha un enorme interesse nella stabilità e l’intento incessante della Corea del Nord di dotarsi di un missile nucleare armato è nemico della stabilità”, ha dichiarato un alto responsabile dell’amministrazione americana che si è recata a Seul con il segretario di Stato americano John Kerry.
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