La firma del provvedimento che concede lo stato di emergenza ai Comuni etnei colpiti dalle ripetute piogge di cenere e lapilli lavici è stata apposta dalla giunta. Soddisfatto il sindaco di Santa Venerina Enrico Pappalardo che insieme ai suoi colleghi dei Comuni di Zafferana ed Acireale avevano chiesto interventi immediati per rimediare agli effetti delle intense piogge laviche del 16 marzo e del 3 aprile.
Solo Il Comune di Santa Venerina per ripulire le strade dalla caduta di sabbia e pietrisco vulcanico dello scorso 16 marzo aveva speso oltre 150 mila euro senza contare gli ulteriori costi per il conferimento in discarica delle tonnellate di materiale raccolto. Neanche il tempo di completare gli interventi di pulizia che è venuta giù l’altra sabbia nel pomeriggio del 3 aprile.
Dopo la firma del provvedimento da parte della Regione si attende l’ok definitivo dallo Stato. Con la firma dello stato di emergenza ottenuta anche l’istituzione di un fondo per le autonomie locali dal quale i Comuni colpiti dall’emergenza cenere vulcanica potranno attingere per gli interventi di pulizia.
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