La confisca dei beni è la risultante di complessi accertamenti economico – patrimoniali svolti dal Gruppo di Investigazione Criminalità Organizzata della Guardia di Finanza di Palermo su delega della locale Procura della Repubblica.
Interessati dal provvedimento un esponente di spicco del mandamento mafioso palermitano di San Lorenzo, già sottoposto nel 1999 alla misura di prevenzione personale della sorveglianza speciale di pubblica sicurezza, poi condannato all’ergastolo per le stragi di Capaci e di via D’Amelio ed infine, nel 2007, destinatario di ordinanza di custodia cautelare in carcere per il delitto di trasferimento fraudolento di valori.
Sottoposto alla confisca dei beni anche un altro uomo d’onore del mandamento di San Lorenzo, anch’egli coinvolto nella strage di Capaci, nella quale si occupò di occultare l’esplosivo e di trasportarlo nel cunicolo dell’autostrada.
Le investigazioni di Polizia Giudiziaria e le correlate indagini patrimoniali svolte dalle Fiamme Gialle del Gico ed estese a quattro prestanome incensurati, tutti originari di Palermo, hanno evidenziato la riferibilità agli esponenti di Cosa Nostra di un patrimonio immobiliare di ingente valore.
I beni di cui il Tribunale di Palermo, Sezione Misure di Prevenzione, ha disposto la confisca, del valore stimato in oltre 1 milione di euro, consistono in 5 locali commerciali di notevoli dimensioni, in atto ospitanti tre avviatissime attività commerciali, ubicati a Palermo, viale Regione Siciliana e tre terreni destinati a parcheggio.
Nel corso di diverse intercettazioni ambientali poste a supporto del provvedimento della Autorità Giudiziaria, i locali commerciali di viale Regione Siciliana sono stati indicati da esponenti di primo piano di Cosa Nostra come di esclusiva proprietà dei boss sottoposti alla misura di prevenzione patrimoniale della confisca.
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