Gli arrestati sono accusati di aver compiuto truffe ai danni dell’Inps attraverso la fittizia instaurazione di rapporti di braccianato agricolo, oltre ad aver raggirato l’Unione europea e l’Agea per ottenere indebitamente contributi comunitari e regionali. Inoltre dovranno rispondere di reati contro la fede pubblica per aver stipulato fittizi contratti di affitto o comodato di fondi rustici, contraffacendo la firma di ignari proprietari terrieri, di proprietari già deceduti all’atto della stipula e ancora, in alcuni casi, di funzionari pubblici e il timbro di uffici comunali per far risultare come autenticate le firme apposte dai proprietari terrieri. Infine contro di loro pende l’accusa di abusivo trattamento di dati riservati.
Complessivamente, secondo quanto trapelato, la banda si era impossessata della somma di 2,5 milioni di euro. Oltre agli 8 arrestati nell’inchiesta di Palmi sono coivolte altre 35 persone indagate in stato di libertà.
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