Dall’associazione anti mafia osservano come “Filippo oggi potrebbe chiamarsi con cento altri nomi: Rocco, Pasquale, Francesco.., potrebbe anche essere una bella e giovane ragazza.., potrebbe essere un figlio, un padre, un nonno oppure una figlia, una madre, una nonna…perché questa guerra assurda non risparmia nessuno. Il dolore e la rabbia ci colpiscono dentro e ci tolgono il fiato, ci lasciano sgomenti , incapaci di reagire, ma bisogna trovare il fiato per urlare la nostra richiesta di aiuto anche quando le forze oscure e criminali di questo territorio cercano di zittirci. Non si possono tollerare azioni amministrative tese a ridurre la presenza delle Forze dell’Ordine in un territorio così massacrato dalla criminalità organizzata e per questo condividiamo e facciamo nostra la rivendicazione della Segreteria Provinciale del Siulp Vibo Valentia affinché venga disposta la presenza sul territorio vibonese di almeno due volanti della Polizia per turno di servizio. Non si può tollerare oltre la lagnanza del Presidente del Tribunale e/o del Procuratore della Repubblica che denunziano la carenza di magistrati nell’organico del Tribunale di Vibo Valentia. E’ necessario ed improcrastinabile che vi siano forze ed uomini capaci di sviluppare indagini a 360° per accertare i fatti, scoprire i responsabili e rendere giustizia. Una giustizia che necessariamente sarà formale ma che deve tendere il più possibile ad intersecare quella sostanziale. E’ necessario una tutela delle vittime e delle persone offese dai reati che vada al di là della semplice richiesta di collaborazione a fini investigativi ed è necessario che l’intera comunità tenda un abbraccio ideale nei loro confronti affinché non si sentano soli ed abbandonati”.
Libera rincara la dose sul sistema ed il tessuto sociale. “Non è più tollerabile un sistema come quello attuale di espiazione della pena che ha perso ogni efficacia deterrente. Non è tollerabile il comportamento attendista di quella parte della popolazione che supinamente soggiace alle logiche ed ai comportamenti che alimentano la tanto famosa zona grigia, potente fertilizzante della “Malapianta” che ci sta facendo annegare nel sangue dei nostri figli. Non è tollerabile il silenzio omertoso della politica locale – e con essa delle pubbliche amministrazioni – che pensa solo a conquistare o mantenere scranni elevati sull’altare della corruzione e dell’interesse privato. Chi, ognuno per il proprio settore e nel proprio campo, non assume sulle proprie spalle la responsabilità del cambiamento vero, deve ritenersi colpevole del sangue versato dai giovani figli di questa terra calabra”.
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