Operazione congiunta di Polizia e Carabinieri a Cosenza contro lo sfruttamento della prostituzione, che ha portato a sette fermi. Altre quattro persone sono state sottoposte a obblighi di firma e presentarsi alla polizia giudiziaria.
Gli investigatori, coordinati dalla Procura di Cosenza, hanno accertato l’esistenza di una organizzazione che gestiva nei minimi dettagli lo sfruttamento delle prostitute di diverse nazionalità. L’attività si svolgeva tra Rende e Cosenza.
Le indagini, coordinate dalla Procura della Repubblica, avrebbero consentito di ricostruire “un’articolata associazione a delinquere” che reperiva e gestiva più case “in cui – affermano gli investigatori – le meretrici potevano soggiornare e ricevere i clienti, forniva loro la protezione, avvalendosi della collaborazione di soggetti inseriti nel circuito criminale della zona, assicurava la disponibilità di autisti che potevano accompagnare le prostitute nei casi in cui fosse necessaria la prestazione fuori sede, preoccupandosi di aspetti meramente pratici quali ad esempio l’inserimento nei giornali della pubblicità delle offerte a sfondo sessuale”.
In base alla loro bellezza le prostitute erano state divise in due distinte categorie ed i costi delle prestazioni variavano dai 70 ai 500 euro. Le prostitute scelte dai componenti dall’organizzazione erano di diverse nazionalità ed anche di diverse fasce di età.
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