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Killer in azione ad Altamura ferito Nicola Dambrosio

In un agguato davanti ad una pizzeria, la notte scorsa ad Altamura, è stato ferito in modo non grave Nicola Dambrosio, 32 anni, fratello di Bartolo Dambrosio, che venne ucciso a colpi di pistola il 6 settembre 2010 e che era ritenuto a capo di un potente clan.

Nicola Dambrosio non ha precedenti penali e secondo i Carabinieri che hanno avviato indagini sull’accaduto non avrebbe alcun legame col contesto criminale cui apparteneva il fratello. E’ stato ferito a un gluteo e alla caviglia sinistra. Condotto in ospedale è stato giudicato guaribile in una quindicina di giorni, medicato e dimesso. Gli aggressori erano due o tre persone, con i volti nascosti con cappelli.

Contro Nicola Dambrosio, secondo gli investigatori, sono stati sparati numerosi colpi di pistola di piccolo calibro. Tre bossoli sono stati recuperati dai carabinieri per strada e uno all’interno della pizzeria dove l’uomo, che era da solo, si è rifugiato per sfuggire all’agguato. I Carabinieri sono certi che fosse lui l’obiettivo e che si sia trattato di un avvertimento, ma non ritengono che l’agguato sia collegabile a questioni di criminalità organizzata. Sulla vicenda indagano i Carabinieri della compagnia di Altamura e del Reparto operativo del comando provinciale di Bari.

Il fratello di Nicola Dambrosio, Bartolo, presunto boss mafioso, venne ucciso il 6 settembre 2010 nelle campagne alla periferia di Altamura, mentre era solo e faceva jogging. La moglie, la 35enne ucraina Valeryia Hiblova, dopo aver cominciato a collaborare con gli investigatori fu inserita in un programma di protezione e condotta via da Altamura.

La spedizione punitiva nei confronti di Dambrosio maturò, secondo gli investigatori, all’interno della guerra fra i due clan rivali che, nel corso degli anni, si sono contesi il controllo delle attività illecite di Altamura e della Murgia.

Bartolo Dambrosio e Giovanni Loiudice, inizialmente alleati, erano gradualmente diventati rivali, fino a quando il potere raggiunto da Dambrosio aveva “costretto” l’altro a lasciare Altamura. A distanza di anni, secondo gli investigatori, Giovanni Loiudice aveva ordinato ai suoi due figli, Michele e Alberto, e ad altri tre giovani del clan (Francesco Palmieri, Francesco Maino e Rocco Ciccimarra) l’uccisione di Dambrosio. Il processo per l’uccisione è in Corte d’Assise per Giovanni e Alberto Loiudice; gli altri quattro imputati hanno scelto il rito abbreviato e sono a giudizio dinanzi al gup di Bari Antonio Diella. L’accusa per tutti è di associazione mafiosa e omicidio volontario premeditato. Nel processo con rito abbreviato il pm Desirè Digeronimo ha chiesto 30 anni di reclusione per Palmieri, Maino e Loiudice, 6 per Ciccimarra. La sentenza è prevista per il 4 maggio prossimo.

Redazione

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