“Intoppi burocratici” impediscono una degna sepoltura. Ad attendere c’è un cadavere, quello di Viviana Bassani, una donna di Busto Arsizio in provincia di Varese, che dal giorno del suo decesso e’ parcheggiato in una cella frigorifera della camera mortuaria del cimitero bustocco. Tutto per un documento che ha in mano il figlio della donna il quale, dopo aver chiesto l’autopsia, è sparito dalla circolazione. Senza quel pezzo di carta non è possibile procedere alla tumulazione.
In Comune nessuno è riuscito a sbloccare la situazione e ora Agesp Servizi, che da un anno gestisce i servizi cimiteriali lancia un ultimatum a Palazzo Gilardoni. “Ancora una settimana per risolvere la questione altrimenti ci prenderemo la responsabilità di tumulare la salma per dare la dignità di una sepoltura a questa concittadina”.
Sul decesso della donna la Procura di Busto aveva aperto un’inchiesta per verificare se la morte fosse dovuta ad una cattiva assistenza sanitaria, viste le sue precarie condizioni di salute, ma è già stata chiusa da diverso tempo proprio sulla scorta dell’autopsia. La salma finirebbe in un campo comune, ma finora non si è trovato il modo per autorizzare la procedura.
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