In manette i fratelli Giuseppe e Antonino Cutè ed altre quattro persone, tutti accusati di far parte del clan Mangialupi di Messina che avrebbe collegamenti on la criminalità calabrese e campana. Gli arrestati devono rispondere di associazione mafiosa produzione traffico e spaccio di droga.
In particolare i fratelli Cutè avrebbero organizzato nella loro abitazione in Piazza Verga, nel rione Mangialupi, una vera e propria centrale dello spaccio dove grosse partite di sostanze stupefacenti venivano lavorate per il successivo commercio al dettaglio.
Figura chiave nella gestione del traffico era la convivente di uno dei Cutè, unica donna tra gli arrestati, che oltre a presenziare alle trattative, partecipava alla fase del confezionamento e monitorava il controllo del territorio. Al padre dei due Cutè, Alessandro, e allo zio Giovanni il Tribunale Misure di Prevenzione nel 2010 aveva disposto la confisca di una lussuosa villa a tre piani dove furono trovati marmi pregiati, vasche idromassaggio, mobili costosi, televisori lcd e divani in pelle, rubinetti del bagno rivestiti in oro, letti a baldacchino e altri arredi ricercati. La villetta era abusiva.
Una piccola spilla per ricordare chi ha sacrificato la propria vita al servizio della Patria.…
Chi lavora all'EUR conosce bene la routine: si arriva in metro a EUR Fermi o…
Yair Golan, leader del Partito Democratico israeliano ed ex vice capo di Stato maggiore delle…
Mantenere gli ambienti di lavoro puliti, ordinati e accoglienti è fondamentale per offrire un'esperienza positiva…
Davanti a uno stand o all'ingresso di un evento, una bandiera pubblicitaria si vede da…
Il 18 ottobre scorso si è concluso il ciclo di tournée negli Stati Uniti del…