Andrea Montagni, direzione nazionale della Cgil Dipartimento Trasporti Mezzogiorno e Nino Calogero, segretario comprensoriale dello stesso sindacato, non amano girare intorno ai problemi ed in una dichiarazione al giornale mettono a nudo la “triste” realtà del Porto di Gioia Tauro. “Non ci rassegniamo ad accettare che la riunione del 24 al Ministero dello sviluppo economico su Gioia Tauro sia servita solo a sancire la presenza di uno scontro istituzionale tra la Regione Calabria, guidata da Scopelliti e la Provincia di Reggio Calabria, guidata da Raffa; se così fosse sarebbe riduttivo e umiliante per il futuro del porto e per le sorti di chi ci lavora”.
Una denuncia forte, circostanziata che mette in chiaro come “la sola idea che le lotte di posizionamento interno, negli schieramenti politici, passino sulle spalle dei lavoratori fa rabbrividire”.
La Cgil rileva che “la Regione Calabria sul futuro del Porto di Gioia Tauro ha gettato la spugna”. Ma Montagni e Calogero sono dell’idea che c’è ancora uno spiraglio a patto che si compiano “scelte strategiche”.
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