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Calabria

di Giusy Staropoli Calafati

Angolo eletto a ostello di mia vita,

lembo d’intimidita terra,

arboscelli e acque, posi sul tuo crine,

bellezza immacolata ogni tuo natural stile.

Dimora prima d’illustri omi,

elogiata culla d’elevati monti,

partoriente ai fondi di distesi mari

ritratto tinto da preziosi quadri.

Recisa in parti, tale a muto fiore,

sconfinata in fondo a beo stivale,

ma, giammai a patir per stranier loco,

ch’a te’, s’ebbe a presentar rivale.

Terra, mia dolce terra,

superba, quasi vengo,

quand’altri sfiora te, e t’ammira

in tra li raggi del sol, che a te sospira.

Onor di gloria, a lui e’ dato

a governar tuo verdeggiante manto,

riflesso in ogni letto di tuo fiume,

in men che ode d’ogni augelli lieto canto.

Disteso, e’ ogni prato, ch’attraversa il monte

proseguendo per le vie sul piano,

ma poi, sconfina giungendo la costa marina

risalendo ancor, ove  e’ partito prima.

Itala, profuma la brezza de la sera,

che desiderio leva, a viver a te vicina,

a  chi ti scorge , viandando sulla ruga,

gustando calabrese, la sera all’or ch’imbruna.

O Calabria mia, da te  sempre vedesti,

partir ogni genuino figlio,

andar pe’ mondo , a cercar  fortuna,

stringendo te’ nel core, oltre ogni luna.

L’Americhe, adotto’ ogni migrante omo,

fecondato in te , verginella e pura,

ch’a lasciar t’ebbe costrinto, a cor rapito

a cercar l’opra sua oltre il finito.

Odorato, emana  tua natural veduta,

che incanta sguardi, e rapisce cori,

d’esultar tue gioie, in tra verdi mari,

risalendo vie, tra vecchi muri.

Ogni ospite, in tue stanze estasiato resta,

al visionar vicino, tua generosa dote

in tra mari e monti , sospesa e dilagata

belta’ sublime, dal ciel a te’ donata.

A chiuder gli occhi, mio pensiero vaga,

tra le viscere della mia beata terra,

in men che l’aria fresca mattutina

sfiora delicata, mia eta’ fanciullina.

O mia dolce vita, giammai io,

porrei esser da te lontana

a lasciar solingo, suolo mio natio,

che gratuito, m’ebbe a regalare Dio.

Tra li campi, tra le vigne e i fiori ,

l’amor divampa, di codesta terra,

di gloria e vita, cinta sopra al capo,

Calabria bella: “son figlio tuo lieto e onorato”.

Sempre, vivir con te vorrei, al primo sole,

lucir uniti , pe’ l’intero giorno

co’ raggio ultimo, morir su grande mare,

attender l’altro giorno, e con te ricominciare.

Calabrisella sono, in sangue e petto,

Briaticota pura, seme di tuo campo

che nel fruscìo del mare, io mi rifletto

accennando pe’ Calabria, mio soave canto.

Canto ogni tue gesta, ogni tuo sguardo,

dai colli fluendo fin la valle,

ove procede ancor ruzzolando,

orgoglio d’esser calabrese in codesto mondo.

Redazione

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