Colpo alla ‘ndrangheta calabrese. Finisce in manette uno dei boss considerato tra i latitanti più pericolosi in circolazione. Si tratta di Francesco Pesce, nome di battaglia Ciccio u Testuni, 33 anni, esponente di spicco della cosca di Rosarno nella piana di Gioia Tauro. Era sfuggito all’arresto nell’operazione All Inside nell’aprile dello scorso anno. I carabinieri del comando provinciale e del Ros di Reggio Calabria, insieme ai colleghi dello Squadrone eliportato Cacciatori di Vibo Valentia, questa volta lo hanno catturato in un bunker di lusso situato nel cortile di un’azienda agricola. Le forze dell’ordine hanno fatto irruzione nel suo bunker di lusso: cucina, bagno e camera da letto (40 mq in tutto), impianto di video-sorveglianza, aria condizionata, collegamento internet, parabola. Nutrita era anche la dispensa che conteneva, a parte i generi alimentari di prima necessità, anche vini pregiati, champagne, salumi e formaggi calabresi. Il nascondiglio ideale per non allontanarsi dalla sua Rosarno e per continuare a gestire i proprio affari. A dimostrazione della attività illecite che il boss continuava a controllare ci sarebbero i pizzini che Pesce ha bruciato al momento nell’irruzione della polizia. I residui sono ora nelle mani scientifica a cui è affidato il compito di per recuperarne parte del contenuto.
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