Medici del corpo e dell’anima, la pellicola del regista Enzo Carone presentata a Brattirò di Drapia

Nella grande piazza di Brattirò di Drapia l’altra sera c’era davvero tutto il paese riunito, tutti assieme per assistere alla proiezione e alla presentazione del film documentario dedicato alla  festa settembrina in onore del Santi Martiri Cosma e Damiano. La pellicola, firmata dal regista Enzo Carone, è titolata “Medici del corpo e dell’anima”, durante la proiezione, in platea, tanta gente con le lacrime agli occhi ad ogni immagine che passava veloce sullo schermo, del parroco recentemente scomparso, don Giuseppe Furchì, di paesani  riconosciuti, di emigrati in terre d’Oltreoceano, di processioni dei Santi con dietro chi oggi non c’è più… la nostalgia è sempre in agguato quando si guarda indietro. Il video ripercorre il tempo e le fasi della ricorrenza, che viene festeggiata dal 25 al 27 settembre di ogni anno, anche con l’utilizzo di alcune interviste alle persone più anziane del paese, che sono oggi vera memoria storica di Brattirò. Il regista Enzo Carone è visibilmente soddisfatto per il lavoro svolto. Durante le riprese il paese è diventato un vero set cinematografico e la disponibilità della gente di Brattirò è stata totale. Il documentario, trasmesso in diretta web in tutto il mondo, è una vera e propria opera collettiva dove ognuno si ritrova e ripercorre un frammento della propria storia personale e di comunità. Racconto orale, ricerca storica, documenti, fotografie, filmati in super 8 e d’epoca, archivi video… tanti gli elementi utilizzati, ripresi, scavati e recuperati per comporre il docufilm video prodotto dal “Comitato Festa Brattirò 2010”, un dinamico e attivo comitato composto dal presidente Pasquale Vallone, da Immacolata Pontoriero, Giuseppina Crudo, Antonio De Luca, Domenico Farfaglia, Francesco Pulicari, Domenico Rombolà, Francesco Rombolà, Maria Rombolà, Pasquale Rombolà, Pasqualino Rombolà e Rosaria Vita. “Il documentario – ha spiegato Pasquale Vallone – è un omaggio che il Comitato ha inteso fare ai Santi Medici ed a tutta la comunità brattiroese sparsa  per il mondo. Attraverso le immagini abbiamo cercato di immortalare una festa che per noi rappresenta l’essenza del nostro senso di appartenenza, la nostra comune radice culturale. Il filmato è un atto d’amore e di devozione verso i nostri Martiri. Lo consegnamo alle future generazioni per rafforzare e consolidare la devozione verso i Santi Cosma e Damiano e, come ha detto il compianto don Giuseppe durante le riprese, per lasciare un segno ed un ricordo tangibile”. Le musiche del documentario sono state curate da Carmine Barrese e dal Maestro Vincenzo Laganà, con la partecipazione del coro Don Giosuè Macrì di Tropea. Alla buona riuscita del filmato ha partecipato anche Mario Vallone, Antonio Pugliese e Alessio Bompasso, voce fuori campo, commentatore delle sequenze. La ricorrenza annuale della festa di San Cosma e Damiano – come si ricorderà –  è una delle più attese e rinomate di tutta la provincia di Vibo Valentia e rappresenta, per gli abitanti di Brattirò, il momento più alto di una religiosità portata per il mondo. Tanti sono, infatti, gli emigrati di Brattirò che ogni anno ritornano dall’Argentina, dall’America, ma anche dalla Grecia e da ogni altro luogo, per raggiungere la loro festa, i loro santi, i loro parenti, le loro devozioni e le loro tradizioni, per le strade, mai dimenticate, del proprio paese.  Dopo la novena iniziano i festeggiamenti, veri e propri, dedicati al santo farmacista e al santo medico, fino al 27 settembre, giorno solenne della festa grande. Annualmente il paese viene letteralmente invaso da fedeli, pellegrini e devoti provenienti anche dalle altre province calabresi. Arrivati a Brattirò, gesti antichi ripercorrono ritualmente le strade del paese: la messa, il bacio della reliquia e delle statue, le “spille”, i ricordini e le immaginette, l’offerta votiva, il mercato e la fiera, il biglietto per la riffa di una vitella decorata con nastri colorati e con l’immagine dei due santi. Rituale era anche l’acquisto delle salsicce, delle cotiche fatte bollire  per le pubbliche vie e dei mostaccioli votivi decorati con pezzi di stagnola rossa e verde, gli stessi colori delle vesti dei santi Cosma e Damiano. A sera arrivano gli incanti, la riffa, il gazebo barocco con la banda, i giganti, i cantanti… Un’antica festa tradizionale, carica di ritualità e di segni arcaici, interessanti dal punto di vista antropologico e religioso, per un culto portato molti secoli addietro a Brattirò dai monaci basiliani, con molti aspetti rituali che, da centinaia di anni, si tramandano per confermare il senso dell’appartenenza e dell’identità di tutta l’intera comunità, nella Brattirò di Calabria e nelle mille altre Brattirò sparse per il mondo.

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