Reggio Emilia, i bambini dai 3 ai 6 anni avranno un’educazione ed una scuola migliori

E’ stato deliberato infatti il Piano provinciale per gli interventi di qualificazione e miglioramento delle scuole dell’infanzia del sistema nazionale d’istruzione. Sulla base dei fondi regionali assegnati al territorio reggiano, per l’anno scolastico 2010-11 la Giunta provinciale ha approvato interventi per 692 mila euro dedicati interamente all’istruzione dei più piccoli. Progetti e azioni per valorizzare e migliorare l’offerta educativa potranno contare su 613 mila euro, mentre progetti per il sostegno e l’inserimento del coordinatore pedagogico saranno sostenuti con 79 mila euro. Per la qualificazione delle scuole dell’infanzia sono 16 i progetti che saranno finanziati a favore delle scuole dell’infanzia statali e degli Enti locali per un totale di circa 113.000 euro, mentre alle scuole private paritarie che hanno sottoscritto le intese regionali (Fism e Cooperativa Argento Vivo) vanno 500.000 euro per progetti di miglioramento dei servizi. L’inserimento di dieci coordinamenti pedagogici sarà assicurato alle scuole paritarie della Fism provinciale, per coprire i servizi delle 81 scuole che vi aderiscono e delle 35 sezioni Primavera (per i bambini di due e tre anni) ad esse aggregate, mentre avrà due coordinatori anche l’Asp Opus Civium che gestisce le scuole per l’infanzia di Castelnovo Sotto e Cadelbosco di Sopra. Per le scuole dell’infanzia statali, invece, potrà continuare la sperimentazione sulla figura del coordinatore avviata nel 2007 nei Comuni di Reggio Emilia, Castellarano e Correggio, sperimentazione estesa nel 2008 anche ai Comuni montani, pur senza risorse aggiuntive. L’assessore Ilenia Malavasi, che ha ottenuto il consenso della giunta di Palazzo Allende, esprime soddisfazione “per il lavoro svolto e gli sforzi ingenti che continuiamo a fare per tutelare i diritti dei bambini”. “La scuola dell’infanzia, pur non essendo obbligatoria, è frequentata da oltre 15.000 bambini, la quasi totalità di quelli in età compresa fra i 3 e i 6 anni, grazie ad un sistema integrato di scuole statali, comunali e autonome – continua l’assessore provinciale all’Istruzione –  Un buon risultato che dobbiamo continuare a migliorare, tanto in qualità, tanto in flessibilità ed innovazione per continuare a dare alle famiglie risposte efficaci, rispondenti alle loro reali esigenze. L’accesso a questi servizi è percepito come un vero e proprio diritto di cittadinanza e di welfare, la cui negazione comporta un fattore di riduzione delle opportunità delle famiglie e degli stessi bambini. Questo piano testimonia quanto il sistema infanzia e l’educazione pre-scolare rappresentino un valore per l’intera comunità”.