Milano, Giovanna Cervigni dal Grande Fratello al Grande Bordello

Da concorrente del “Grande Fratello” a galeotta. E’ successo a Giovanna Cervigni, 41 anni portati alla grande. Per lei manette ai polsi ed accuse pesanti: favoreggiamento e sfruttamento della prostituzione. Per aver gestito un giro di prostitute di alto bordo, messe a disposizione di ricchi imprenditori, manager, personaggi dello spettacolo e dello sport. Con lei, con le stesse accuse, finisce agli arresti domiciliari anche Enzo F., 37 anni, ex addetto alla sicurezza dell’hotel a cinque stelle Principe di Savoia, perché avrebbe fatto da intermediario, oltre che a muoversi in proprio, con l’agenzia di modelle e ragazze immagine “Mgc sas”, con sede in corso Vercelli, della quale Giovanna Cervigni, maceratese di origini ma milanese di adozione, è contitolare. Mentre è ricercato per favoreggiamento della prostituzione, il napoletano Crescenzo M., 32 anni, addetto alla reception dello stesso hotel, trasferitosi all’estero per lavoro. Il giro d’affari è a tanti zeri, con le ragazze che si concedono a partire da 500 euro. A coordinare l’inchiesta il pm Antonio Sangermano, lo stesso del caso Ruby. Mentre il gip che ha emesso le ordinanze cautelari è Laura Anna Marchiondelli. Alle dipendenze della “Mgc Sas” c’erano diverse ragazze, bulgare, ucraine, serbe, russe e brasiliane. Alcune partecipavano regolarmente a convention, fiere e serate in cui veniva richiesta la loro presenza. Tante erano disposte, per arrotondare, anche a incontri hard. Giovanna Cervigni intascava dai 100 ai 150 euro per i “diritti di immagine”, mentre la somma per l’eventuale rapporto sessuale veniva pattuita direttamente tra cliente e la escort. Secondo il gip, la titolare dell’agenzia “traeva comunque un vantaggio economico dal giro di prostituzione, perché con le “modelle sbagliate” fidelizzava e aumentava i clienti”. Gli episodi accertati dai carabinieri sono in tutto 12, di cui nessuno consumato all’interno del Principe di Savoia.

Condividi su...
Share on Facebook
Facebook
0Tweet about this on Twitter
Twitter
Share on LinkedIn
Linkedin