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Vincenzo Crivello, l’Italia unitaria rappresentata da un siciliano

Vincenzo Crivello è un attore affermato del piccolo schermo sporadicamente prestato al cinema con la complicità di Aurelio Grimaldi. L’attore siciliano ha cominciato a a recitare per il piccolo schermo nel film tv “Per odio, per amore” (1991) di Nelo Risi con Laura del Sol e Serena Grandi. A questo si aggiungeranno anche: le fiction “Amiche davvero!!” (1998) ed “Il testimone” (2001); la sitcom “Baldini e Simoni” (1999) di Stefano Sarcinelli e Ranuccio Sodi; qualche episodio di “Un prete tra noi” (1999), “La stagione dei delitti” (2004), “Il commissario Rex” (2010) e “Intelligenze – Servizi & Segreti” (2009); il telefilm poliziesco “Distretto di polizia” (2000) con Simone Corrente, Giovanni Ferreri, Roberto Nobile, Ricky Memphis e Giorgio Tirabassi, ma soprattutto la soap opera “Centovetrine” (2001) diretta da Michele Ferrari e Pepi Romagnoli, nel quale cast (composto da Lucilla Agosti, Roberto Alpi, Euridice Axén, Hoara Boselli, Elena Barolo, Raffaella Bergè, Roberto Farnesi, Vanessa Gravina, Riccardo Leto, Sarah Maestri, Flavio Montrucchio, Enrico Mutti, Glauco Onorato, Clemente Pernarella, Anna Safroncik, Luca Ward e Antonio Zequila) trova l’amore in Daniela Fazzolari che interpreta il ruolo di Anita Ferri. Il debutto cinematografico arriva nel 1994, quando Luciano Manuzzi lo sceglie per un piccolo ruolo in “I pavoni” (1994) con Ivano Marescotti e Ilaria Borelli. Da sottolineare il rapporto strettissimo con il regista Aurelio Grimaldi con il quale girerà la maggior parte dei suoi film, in particolare “Nerolio” (1996) con Lucia Sardo, rilettura della vita di Pier Paolo Pasolini, all’interno del quale veste i panni di Valerio. Grimaldi lo dirigerà anche nella miniserie “Le stagioni del cuore” (2004) con Alessandro Gassman, Anna Valle, Martina Stella, Antonella Attili, Ugo Conti, Eliana Miglio, Ana Caterina Moriariu, Arnaldo Ninchi, Marco Quaglia e Paolo Seganti. Altri titoli della sua filmografia sono: Bruno aspetta in macchina (1996); Marianna Ucrìa (1997) con Philippe Noiret; Sottovento! (2001); Giravolte (2001); Il sangue dei vinti (2008) e Una notte blu cobalto (2009). Per Crivello l’estate 2011 è all’insegna del teatro con “Cannibardo e la Sicilia”. Dopo aver debuttato in Italia al prestigioso Festival dei due mondi di Spoleto, lo spettacolo è in tournée nei più importanti teatri d’Italia. “Quando i nostri non arrivarono, Cannibardo si prese la Sicilia. Quando arrivò Cannibardo i Sabaudi si presero la Sicilia. Nulla era cambiato da quando gli arabi si erano presa la Sicilia. Ora che è presa, la Sicilia è libera perché libero è lo spirito dei Siciliani”. La storia di Garibaldi e della Sicilia postunitaria, come breve parabola di un sogno, ripercorsa attraverso le parole di Camilleri.  Questo spettacolo, che vede come protagonista l’attore Massimo Ghini, è nato quasi per caso alcuni mesi fa durante una serata a Parigi, in onore di Andrea Camilleri, in cui l’attore romano era stato chiamato a proporre alcune letture scelte, dalle pagine dello scrittore siciliano. Dalle speranze suscitate dallo sbarco di Garibaldi in Sicilia, all’annessione dell’isola al regno d’Italia, alle delusioni della politica post-unitaria, questo spettacolo porta in scena un pezzo della storia d’Italia – nell’anno dei festeggiamenti per il 150esimo dell’Unità d’Italia – ed è anche un contributo, scritto con mano leggera e al tempo stesso pungente, all’analisi storica di quel periodo pieno di contraddizioni, ancora tutto da scoprire e da comprendere. Ghini in scena presenta una serie di letture recitate, lo accompagnano due attori straordinari, i siciliani Vincenzo Crivello e Mimmo Mingemi, accompagnati dalle musiche d’ispirazione popolare eseguite da Antonio Vasta. Per chi è un fan di Vincenzo non rimane che controllare le tappe del tour di “Cannibardo e la Sicilia” ed andare ad apprezzarlo live…

Redazione

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