Rogliano, assurdo chiudere l’ospedale del centro cosentino

“La paventata chiusura dell’ospedale “Santa Barbara” di Rogliano da parte del Commissario della Sanità calabrese, Giuseppe Scopelliti, si basa su una serie di presupposti non solo sbagliati (questo presidio ospedaliero, infatti, non è un presidio autonomo ma fa parte dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza come ne fanno parte l’Annunziata e il Mariano Santo, in virtù di un Decreto Ministeriale del 1993), ma contrasta anche con i provvedimenti n. 724-725-726 adottati e resi immediatamente esecutivi il 27 agosto del 2010 dal dott. Paolo Gangemi che hanno trasformato, tra l’altro, il Pronto Soccorso del “Santa Barbara” in Punto di Primo Intervento; è stato attivato un nuovo Reparto di Dialisi con un protocollo sottoscritto con l’Azienda Sanitaria e sono state riorganizzate le attività chirurgiche con la suddivisione della Chirurgia Generale in otto posti di Day-Surgery e in otto di Chirurgia Generale”.E’ quanto affermano, in una nota, i consiglieri regionali, Carlo Guccione (Pd) e Ferdinando Aiello (Sel). “Non si comprendono, pertanto, i motivi –proseguono Guccione e Aiello- di tanta schizofrenia e contraddittorietà fra i provvedimenti assunti dal Commissario regionale alla Sanità, on. Giuseppe Scopelliti e quelli assunti dal dott. Paolo Gangemi, attuale Commissario dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza. Ciò diventa ancor più incomprensibile se si considera che, nella seduta del 29 ottobre 2010, la Terza Commissione regionale che si occupa di sanità, dopo aver ascoltato il sindaco di Rogliano, avv. Giuseppe Gallo, non solo ha recepito positivamente le scelte compiute e rese esecutive immediatamente da parte del Commissario Gangemi, ma ha approvato in quella stessa sede e all’unanimità un Atto di Indirizzo a seguito del quale l’Ospedale di Rogliano è destinato ad ospitare anche un Centro Urologico”. “Questo modo di amministrare -denunciano i due consiglieri dell’ opposizione-  rischia di far implodere definitivamente il sistema sanitario nella città-capoluogo e nella più grande provincia della Calabria poiché, se da una parte si riconverte e dall’altra si chiude, da qualche altra parte si dovrà pur potenziare se si vogliono dare risposte ai cittadini che hanno bisogno di assistenza e non trovano più la possibilità di curarsi nei propri territori. C’è il rischio concreto che l’Azienda Ospedaliera di Cosenza che, come è noto, già presenta diffuse e vistose carenze infrastrutturali e assoluta mancanza di personale medico e paramedico, venga travolta e subissata dalla richieste crescenti che provengono da tutta la provincia. La decisione di “tagliare” un ramo dell’Azienda Ospedaliera di Cosenza (Santa Barbara di Rogliano) è, quindi una scelta assurda e totalmente sbagliata e va in un’unica direzione, che è quella  di mettere in ginocchio l’Annunziata di Cosenza”. “La mobilitazione dei Sindaci e delle popolazioni del Savuto –concludono Guccione e Aiello- non rappresenta, dunque, una battaglia localistica a difesa del Santa Barbara di Rogliano, ma una giusta e sacrosanta rivendicazione affinché sia garantito a tutti i cittadini il diritto ad una sanità efficace, efficiente e senza sprechi”.

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